PSG-Juventus 2-1, le pagelle: Mbappé alieno, Gigio miracoli ed errore. Vlahovic non pervenuto
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Le pagelle del PSG (di Andrea Piras)
Donnarumma 6,5 - Chiude la porta al colpo di testa Milik salvando il risultato ma poi sbaglia completamente l’uscita per il gol di McKennie che riapre il match. Si riscatta infine sul successivo colpo di testa di Vlahovic per una parata che vale due punti.
Sergio Ramos 6,5 - Si addormenta solo una volta e Milik per poco non lo puniva. Poi si riscatta allontanando con il tacco la ribattuta di Vlahovic. Per il resto gara in cui il difensore spagnolo non rischia nulla.
Marquinhos 6,5 - Con le sue lunghe leve riesce sempre ad arpionare il pallone diretto agli attaccanti della Juventus. Nella ripresa alza il muro nonostante gli attacchi della squadra bianconera.
Kimpembe 6,5 - Non sbaglia un intervento sulle punte bianconere scegliendo sempre il tempo giusto dell’anticipo. Lo si trova anche nella fase offensiva facendosi vedere in sovrapposizione a Nuno Mendes.
Hakimi 7 - Si sgancia molto sulla corsia di destra cercando spesso l’imbucata verso l’area di rigore. Delizioso lo scambio con Mbappé che porta al raddoppio da parte dell’attaccante francese. Dal 78’ Mukiele s.v.
Vitinha 7 - Vince il ballottaggio con Renato Sanches in mezzo al campo. Dominatore assoluto del gioco nel primo tempo, recupera palloni e li gioca per i compagni dando il via ad azioni pericolose. Nel secondo tempo gara più di contenimento ma sempre sontuosa. Dal 78’ Danilo Pereira s.v.
Verratti 7 - Si divide la palma di padrone del centrocampo con Vitinha. Tanti palloni sradicati dai piedi dei calciatori bianconeri. Dà il La alla rete del 2-0 realizzata da Mbappé. Dall’86’ Renato Sanches s.v.
Nuno Mendes 7 - Scende spesso sulla corsia di sinistra superando a più riprese Cuadrado. Si fa vedere al traversone ma disputa anche una buona gara in fase di contenimento.
Neymar 7,5 - Sempre pericoloso ogni volta che ha il pallone fra piedi. Straordinario, fantastico, sublime: quali aggettivi usare ancora per definire l’assist per il gol di Mbappé? Nella ripresa sfiora l’eurogol ma Perin salva tutto di piede.
Mbappé 8 - Quella scorso doveva essere l’ultima Champions League con la maglia del PSG. Invece eccolo ancora lì, con la 7 sulle spalle, prestazione da extraterrestre e due gol che fanno alzare in piedi tutto il “Parco dei Principi”. Nel secondo tempo ha la possibilità di trovare la tripletta ma non è fortunato.
Messi 6,5 - Si abbassa molto a recuperare il pallone lasciando la scena a Neymar e Mbappé. Quando dialoga nello stretto con i due compagni d’attacco è sempre pericoloso e tatticamente è sempre impossibile da prendere. Nella ripresa mette spesso Mbappé in condizioni di battere a rete. Dall’84’ Soler s.v.
Christophe Galtier 7 - Tramuta i fischi dell’era Pochettino in applausi. Il suo PSG gioca, si diverte e si sacrifica allo stesso tempo. Stende la Juventus con una prestazione di qualità delle sue stelle ma anche di sostanza specie nel secondo tempo.
Le pagelle della Juventus (di Marco Conterio)
Perin 6 Se Donnarumma su Milik fa il miracolo, lui non scende dagli alti cieli per evitare un gol potente ma forse non impossibile da intercettare di Mbappé. Sul secondo vede un fulmine cadere e si limita a osservare. Gran parata su Neymar nella ripresa.
Bremer 5 Sulla sua testa, una stella cadente, l'assist di Neymar per Mbappé. Il miglior difensore dell'ultimo campionato italiano, al cospetto del tridente del PSG, ha la museruola e quando morde riesce a farlo solo fuori tempo.
Bonucci 5 Un tempo era il centro gravitazionale della miglior difesa del mondo, quella contro cui ogni attacco s'impauriva o andava in difficoltà. Altri tempi. Adesso è il comandante di una barca che imbarca acqua da troppe parti, in certe notti.
Danilo 5.5 Del pacchetto arretrato è quello che, quanto meno, riesce a non far brillare di luce propria la stella che ha davanti. Farlo con Messi è un buon risultato ma non riesce a metter le toppe dove gli altri mancano, quando il PSG fa i miracoli.
Cuadrado 5 La sua virtù migliore, lo scatto sul breve, bruciante, imprendibile. Per tutti? Non per Nuno Mendes: il portoghese viaggia anche più rapido di lui e solo quando riesce ad anticipare il cross si rende pericoloso. Quasi mai. (dal 74' De Sciglio sv)
Rabiot 5 C'era una volta in cui Adrien Rabiot era l'enfant prodige da questi parti, tanto che le prime pagine furono tutte per il suo futuro, per il rinnovo mancato, per l'addio. Difficile inizino a rimpiangerlo dopo questa serata: impalpabile, addomesticato da Verratti. (dall'87' Kean sv)
Paredes 5.5 Prova a dettare i tempi davanti ai suoi ex compagni ma dall'altra parte il beat è avvolgente, travolgente, mentre l'orchestra bianconera stona, lenta. Quando cresce lui, nella ripresa, cresce anche la Juve. Ma ancora non basta.
Miretti 5 Quarantacinque minuti che rispondono ai tanti interrogativi sull'ossessione per i giovani in campo a ogni costo. Miretti è un talento dal futuro straordinario ma, forse, per queste serate è ancora presto. Rimandato. (dal 46' McKennie 6 Allegri lo inserisce per inserirsi. Sette minuti, cross di Mister Assist, Kostic: Donnarumma esce in maniera sconsiderata e lui c'è, per il gol della speranza)
Kostic 5.5 Torna all'antico, a fare il fludificante che di fatto è pure la sua dimensione tattica. Paga il confronto con Hakimi e Ramos li tiene a bada. Però il mancino con cui sforna l'assist per McKennie è una delizia, il motivo per cui oggi veste il bianconero.
Vlahovic 5 La giustificazione è che non vien di fatto mai cercato dai compagni. Ne ha troppi attorno però non riesce mai ad andare oltre al gioco di sponda. Un po' poco per un giocatore che nella vigilia era stato messo nella stessa pagina di Mbappé.
Milik 5.5 Rispetto al serbo, è più dentro alle azioni pericolose, anche se osservano un miracolo di Donnarumma a testa. Tatticamente una soluzione da riproporre: Marquinhos, Ramos e Kimpembe non ci sono ogni sera. (dal 68' Locatelli 5.5 Entra per riequilibrare il centrocampo e per dar più densità ma lì in mezzo due del PSG, Verratti e Vitinha, bastano per sembrare un esercito.
Allenatore: Massimiliano Allegri 5.5 Su una cosa ha avuto profondamente in questi giorni di pretattica, di strategia, di mezze verità e di scelte: la partita decisiva per la Juventus sarà quella contro il Benfica. Il piano gioco però è corretto, nelle scelte tattiche e degli uomini. Coi cambi pure incide e sfiora la clamorosa impresa. Senza riuscirci.






