Quarti di Champions nel budget e politica scellerata. Il Barcellona si aggrappa al Camp Non
"Il Barcellona aveva messo nel budget i quarti di Champions League". Una frase che sembrerebbe normale in ogni stagione che passa, ma che non lo è nelle ultime due. Perché i blaugrana, per il secondo anno di fila, riescono a uscire alla fase ai gironi - stavolta per mano di Bayern Monaco e Inter - perdendo almeno un 20 milioni dalla UEFA e un altro incasso tra i 5 e gli 8 milioni dal Camp Nou. Un disastro per chi, nel corso degli ultimi mesi, ha raggiunto il miliardo di euro di buco. Una politica che negli ultimi anni, più che mirare alla sostenibilità, ha puntato alla collezione di figurine. Prendendo Griezmann e pagandolo oltre 16 milioni netti all'anno. Messi ne prendeva oltre 50, ma anche altri - come Dembele - arrivavano intorno ai 10-12 per poi esagerare sui bonus per sfiorare quota 20. Un'esagerazione totale.
Politica scellerata
L'ultimo bilancio è stato in attivo, con 98 milioni. Ma questo derivava anche dall'incasso del 10% dei diritti televisivi dei prossimi anni, con LaLiga che ha venduto i diritti e il Barça è passato all'incasso. Una boccata d'ossigeno che però è solamente tale, non è strutturale e rischia di avere un effetto placebo che rimanderebbe alcune scelte impopolari che dovrebbero essere fatte nei prossimi mesi.
Grazie Camp Nou
La realtà è che il Barcellona, come il Real Madrid e altre top d'Europa, ha il merito di avere lo stadio praticamente sempre pieno. Quindi i 92 mila del Camp Nou faranno sentire, soprattutto economicamente, il proprio apporto. Nel 2019 erano arrivati oltre 150 milioni dallo stadio ed è evidente che il bilancio si salverà soprattutto grazie alle grandi sfide. Però bisogna anche arrivarci, a giocare ottavi, quarti o semifinali... Il Barcellona è aggrappato al proprio stadio come nessun altro club europeo.






