Sarri e un addio alla Lazio non immediato: ecco quando può dimettersi. Lotito valuta i danni
C'è anche il futuro della panchina della Lazio tra i temi principali contenuti nell'edizione di oggi de Il Messaggero. Il quotidiano della Capitale fa il punto sul destino di Maurizio Sarri, il cui rapporto con Lotito e il cui periodo da allenatore della Lazio paiono entrambi arrivati agli sgoccioli.
Ciascuna delle due parti coinvolte, da una parte l'allenatore e dall'altra i vertici della società a partire dal presidente Lotito, è insoddisfatta dell'altra, ora ci sarà però da tramutare in fatti i sentimenti reciproci. Giovedì scorso Sarri ha avuto un confronto con il DS Fabiani, ma il tema della risoluzione contrattuale non è stato toccato: l'allenatore vorrebbe parlarne di persona con Lotito. Il presidente dal suo punto di vista non è soddisfatto dei 54 punti collezionati dalla squadra, 11 in meno rispetto a quelli di un anno fa con Baroni. Un risentimento manifestato pure sabato all'Olimpico.
Inoltre, Lotito non avrebbe gradito - stando a quanto si legge - le trattative 'segrete' di Sarri con Napoli e Atalanta nell'ultimo mese e mezzo. Ha voglia sì di liberarsi dei 10 milioni lordi di ingaggio che gli restano da corrispondere, ma vuole far pagare il 'tradimento' al proprio allenatore. Ballano ancora alcune mensilità da riconoscere e commissioni per il suo entourage: se queste pendenze saranno subito saldate, arrivare a un punto definitivo dovrebbe essere semplice. Altrimenti, si preannuncia un mese di fuoco.
Sarri ha chiesto un faccia a faccia a Lotito e aspetta una chiamata. L'Atalanta lo aspetta per giovedì, ma il tecnico non ha intenzione di fare mosse azzardate. E se non sarà accordo per la risoluzione, attenderà il 30 giugno (quando si esaurisce il primo anno dei tre sul contratto) per dimettersi via PEC e raggiungere Giuntoli a Bergamo. Lotito però, si legge in conclusione, starebbe persino valutando di richiedere i danni.











