Spalletti alla Mosca: “Il calcio non è come il basket. Devi saper direzionare il vento"
La volata Champions è solo questione di tempra, o anche di valori tecnici? Luciano Spalletti, in conferenza stampa alla vigilia di Lecce-Juventus, risponde così: “C’è un po’ di tutto. Poi si riduce tutto a quei momenti lì: c’è carattere, pressione, gioco di squadra. Oggi anche qualcun altro ha iniziato a dire del calcio che è uno sport a basso punteggio: quand’è così, lo determina spesso l’episodio. È quella palla lì che passa o no, che poi ti fa la differenza. Ma non è questione di sfortuna: se pensi di essere quello lì, lo diventi.
Tu sei sempre quello più autocritico con te stesso, quello che fa l’esame sempre per avere la possibilità di una crescita che ti porti a prendere cose nuove da quello che ti può scegliere. È un’impostazione di vita, bisogna essere bravi a direzionare un po’ il vento perché, a seconda di come lo usi, ti aiuta a spingere più forte o ti può frenare un po’. Sono quei momenti lì, quei palloni lì, a seconda di come li usi, che poi avranno una fluidità e un’evoluzione più importante di altri.
Noi siamo a un livello dove la pressione è una cosa naturale, non è qualcosa di strano: andare a giocare una partita così è naturale per noi, ne abbiamo già giocate quest’anno. Poi qualcuna è finita bene e qualcuna male, ma sono questi momenti e questi episodi che ti fanno individuare il momento fondamentale. Non è come nel basket, dove finisce 80 a 90 e la forza di una squadra nella continuità fa la differenza. Anche lì ci sono canestri fondamentali, per carità, però nel calcio quelle finestre decisive durano pochi secondi e devi essere bravo a capire cosa serve, quale palla serve inseguire e quale non si può sbagliare”.











