La strategia Antonelli al Venezia: prestiti quasi azzerati per creare valore
Il direttore sportivo e General Manager del Venezia, Filippo Antonelli, porta avanti una strategia chiara anche nel corso di questo mercato estivo, dopo il ritorno in Serie A dell'Unione. Prestiti azzerati, o quasi. Il dirigente sceglie in maniera convinta su chi puntare e lo fa da tempo, anche se questo può comportare chiaramente qualche rischio nella valutazione di chi è più o meno funzionale alla causa. L'intento perseguito però fin dal suo approdo in Laguna è quello di creare valore per il club. Un club che, al suo arrivo, per quanto riguarda il bilancio era in grossa difficoltà. Valore non solo in campo dunque, ma anche nell'ottica della sostenibilità futura dei bilanci.
L'intento spiegato da Antonelli
Nel corso dell'estate attuale il solo Simon Sohm ha firmato in prestito con diritto di riscatto fissato a 10 milioni. Per il resto solo operazioni a titolo definitivo, almeno per gli arrivi. D'altronde nella conferenza stampa tenuta lo scorso 12 luglio lo stesso Antonelli era stato chiaro in tal senso: "Il mio obiettivo è di creare valore, in tutte le spese che faccio spero di creare un valore aggiunto. Anche questo è uno step in più che questa società deve fare e sostenere. Non dobbiamo essere spreconi, ho degli obiettivi che la società mi dà, anche dal punto di vista finanziario e quelli continuerò a perseguire", erano state le sue parole.
Gli esempi virtuosi
L'operazione più fruttuosa in tal senso è stata certamente quella di Issa Doumbia, preso per nemmeno un milione dalla Serie C e rivenduto a 25 milioni. La strategia appare però più chiara osservando le operazioni fatte due stagioni fa in Serie A, pure se la situazione poteva suggerire di ovviare alle difficoltà economiche di allora facendosi prestare qualche giovane di talento dalle grandi squadre. Da Idzes a Nicolussi Caviglia invece, sono state portate avanti quasi esclusivamente operazioni a titolo definitivo o prestiti poi trasformati in riscatti effettivamente effettuati.
Oggi di giocatori che da allora hanno enormemente aumentato il proprio valore rispetto all'arrivo non mancano: si vedano Filip Stankovic o John Yeboah, per esempio. Per i quali fra l'altro c'era qualche perplessità per degli esborsi comunque non indifferenti per un club come il Venezia. Ed è vero che il Venezia ha potuto spendere qualche soldo in più stavolta, ma si noti che ha anche incassato più di 30 milioni di euro. Insomma, la strategia che andava bene per mantenere a galla il club nel momento di difficoltà, torna utile anche ora che si può respirare maggiormente.






