Super Salernitana, super tifoseria: sabato perfetto all'Arechi. Derby, scalpita Mazzocchi
Una grande Salernitana batte per 3-0 il Sassuolo e si conferma super in questa fase della stagione. Mai nella storia i granata avevano ottenuto otto risultati utili di fila in serie A, un bottino che parla di due vittorie (la prima col Monza, sempre per 3-0) e sei pareggi ottenuti a cospetto di Inter, Milan, Bologna, Torino e negli scontri in campo esterno con Sampdoria e Spezia. La crescita costante dei ragazzi di Paulo Sousa è certificata dai primi 25 minuti di ieri, quando i padroni di casa hanno messo in crisi il Sassuolo costruendo sei palle gol e portandosi immediatamente sul doppio vantaggio grazie all'inserimento dalle retrovie di Pirola e al solito guizzo di Dia (11 gol e 4 assist), già uomo mercato e valutato dalla società 20 milioni di euro. Nella ripresa la Salernitana ha impressionato per la capacità di gestire con disinvoltura il risultato, arrotondato al 65' da quel Lassana Coulibaly che è gigante del centrocampo e che sta facendo la differenza ormai da due anni. E' sicuramente un dato interessante che tre dei top player della Salernitana (Coulibaly, Gyomber e Kastanos) siano, al pari di Bonazzoli, i cosiddetti "superstiti del trust", quando furono portati a Salerno o blindati dalla vecchia dirigenza pur senza la possibilità di investire soldi. A quella buona base si sono aggiunti campioni come Candreva, Ochoa e Dia, un Bradaric sempre più convincente a sinistra e ragazzi come Pirola che avevano solo bisogno di tempo per esprimersi al massimo.
Solo il calendario non consentirà, teoricamente, alla Bersagliera di festeggiare la salvezza già nei prossimi 2-3 turni. I granata, infatti, devono affrontare in rapida successione Napoli, Fiorentina, Atalanta, Roma e Udinese, nel mezzo la trasferta contro un Empoli tutt'altro che salvo e tranquillo prima di chiudere a Cremona. Si partirà col derby del Maradona, da giocare senza tifosi ma con un Mazzocchi in più nel motore. Ieri l'esterno campano ha giocato per una ventina di minuti infiammando il pubblico con alcune accelerazioni di alto livello. La sensazione è che a Napoli possa partire dall'inizio, con Kastanos spostato più avanti e un 3-4-2-1 solido, equilibrato e di qualità. Sulla carta non c'è storia, ma la Salernitana ha già fatto grandi cose contro Juve, Lazio, Inter e Milan. Tre volte su quattro in campo esterno. Chissà. Intanto un plauso alla tifoseria che, al netto del rimbrotto di Sousa per gli olè che accompagnavano il tiki taka granata nel finale (ma non c'era nulla di offensivo, era un semplice e divertente sfottò dopo il 5-0 dell'andata), è stata il vero valore aggiunto. All'Arechi clima da brividi, quasi 24mila spettatori tra cui bambini, famiglie, scolaresche, scuole calcio, associazioni che operano nel sociale, finanche gente arrivata dalla Germania, dal Messico o che ha deciso di esserci pur in gravi condizioni di salute. Senza quella bolgia avremmo assistito certamente a un'altra partita, a Salerno di dodicesimo uomo non si parla mai per caso. Chiosa dedicata al ds De Sanctis. Col cambio di guida tecnica abbiamo avuto conferma che la rosa era valida e che c'era un "manico" che non funzionava più. Sousa ha saputo rivitalizzare gente che con Nicola sembrava smarrita, ha trasmesso una mentalità vincente, coraggiosa e propositiva, tiene tutti sulla corda e sembra più allenatore da ciclo a lungo termine rispetto a motivatori che, evidentemente, avevano concluso il loro ciclo dopo la folle notte del 22 maggio 2022.






