Il Torino e Abate si salvano grazie a Kulenovic (e Skorupski): "La sosta ci aiuterà"
Kulenovic e soprattutto Skorupski salvano il Toro e Ignazio Abate, i granata riescono a uscirne indenni. Per oltre un’ora, però, è stata una delle prestazioni peggiori di questo inizio di stagione, con il tecnico che ha rischiato grosso. Le immagini del presidente Cairo parlavano da sole, con il patron già deluso e pieno di dubbi per un avvio da tre punti in quattro giornate in quello che dovrebbe essere "il mio anno migliore alla guida del club", ipse dixit.
A Bologna Abate lascia fuori Comuzzo per influenza e lancia Bragança dal 1’ con il tandem Vlasic-Simeone davanti. Il Toro scende in campo senza lutto al braccio per la scomparsa del figlio di Valentino Mazzola, Sandro, e ancora una volta va sotto: dopo un quarto d’ora, Fortini si fa rubare palla e in mezzo all’area Bernardeschi è libero di colpire Perri al primo tiro in porta. In tutto il primo tempo la squadra di Abate crea poco o nulla, Cacciamani non trova mai nessuno in mezzo e Mandragora non sfrutta una punizione da posizione centrale. Patterson è la prima mossa di Abate ma non funziona, Kulenovic dà peso all’attacco ma con scarsi risultati, la svolta arriva al 68’ con il cambio modulo e gli ingressi di Belghali, Ilkhan e Oristanio. Il pari, però, arriva per gentile concessione di Skorupski, disastroso sul tiro debole e senza pretese di Kulenovic. Da lì la partita cambia, il Toro spinge ma più con cuore e nervi che con idee e qualità, senza però riuscire a completare la rimonta come a Firenze.
C’è un episodio che non ha convinto per nulla Abate: "Si giudica da solo, non ho bisogno di commentarlo" la rabbia per il contatto Oristanio-Heggem in area di rigore. Per Coco, invece, "ero convinto che ci fosse, se arbitro e Var non hanno concesso il rigore sicuramente sarà stata una scelta giusta e avranno valutato che non fosse abbastanza". Al netto delle polemiche, è un Toro che continua ad avere più problemi che meccanismi che funzionano: "La sosta ci aiuterà a capire qual è l'abito migliore, anche se non abbiamo grande abbondanza in alcuni reparti e dovrò cambiare di volta in volta" ha spiegato Abate. In queste tre settimane, pur senza i tanti nazionali, l’allenatore dovrà svoltare per rinsaldare la sua posizione. Anche perché incombe sempre il “fantasma” di D’Aversa, che nel frattempo viene tenuto in caldo anche dalle tante altre squadre con la panchina bollente. E, con un calendario più favorevole con il trittico Udinese-Parma-Monza, è obbligatorio iniziare a risalire in classifica.






