Udinese di nuovo in difficoltà davanti, contro la Lazio, tra le polemiche, è di nuovo sconfitta
L’Udinese esce sconfitta dal match contro la Lazio per 0-1 per quello che è il secondo inciampo consecutivo dopo la trasferta del Franchi di Firenze. Nel post partita più che le analisi tecniche a tenere banco è stato l’episodio del rigore conquistato e realizzato da Immobile e che ha dato alla fine i tre punti alla squadra di Sarri. Molto forti le parole del direttore dell’area tecnica Pierpaolo Marino. In mezzo a questo però c’è da commentare anche quanto accaduto nel corso dei novanta minuti. La compagine di Sottil ha perso un altro pezzo, con Ebosele ko dopo la botta contro il palo nella gara contro la Fiorentina, accorciando così ancora di più una coperta che ora è cortissima.
Recuperato Beto all’ultimo, con Sottil che parlato in conferenza stampa di recupero miracoloso, le altre scelte sono pressochè obbligate. Pereyra deve tornare a fare l’esterno di destra, inserendo così per la seconda volta consecutiva Samardzic come trequartista a supporto del centravanti. Arslan, vista la partenza di Pafundi per il Mondiale U20, va a colmare il vuoto lasciato in mezzo. Thauvin, Zeegelaar, Nestorovski e il secondo portiere Padelli gli unici over in panchina. Complicato così affinare certi meccanismi in queste partite, per quanto con il rientro del bomber portoghese alcune tracce del vecchio gioco dei bianconeri si siano riviste.
Samardzic ha infatti galleggiato sulla trequarti per favorire gli inserimenti di Lovric e cercare qualche soluzione per Beto, che in un paio di circostanze ha avuto dei palloni interessanti da dei traversoni. Una gara che nel primo tempo è stata abbastanza equilibrata e dove l’Udinese ha peccato però di precisione una volta arrivata al limite dell’area. Dal 50’ in poi un calo fisiologico da parte soprattutto di chi sta tirando la carretta da inizio anno come Pereyra, Walace o Lovric. Proprio per questo l’unica cosa che stona è la gestione dei cambi da parte di Sottil.
Sotto di un gol e con un undici stremato carte come Thauvin o Vivaldo Semedo potevano essere rischiate prima, soprattutto considerando che le zebrette non hanno più obiettivi concreti in questo campionato. Restano le difficoltà di un finale di stagione dove, tra un po’ di appagamento e una rosa già corta di base e accorciata dagli infortuni, l’Udinese ha forse lasciato un pochino con l’amaro in bocca per un piazzamento che poteva essere ancora più dignitoso con veramente poco.






