Venezia, la situazione in bilico per Stroppa. Zanetti in pole in caso di esonero
TMWAltre riflessioni, ma per Giovanni Stroppa già ora un messaggio sembra chiaro: se anche non si arrivasse ad una svolta in panchina, contro il Napoli sarebbe un'ultima spiaggia per davvero. Ma non è da escludere al momento alcuno scenario per la guida del Venezia, visto che sei sconfitte consecutive pesano tantissimo e il tempo passa.
I nomi per la panchina
Ora è inevitabile che siano ripartiti i confronti interni al club. Il ds Antonelli ha abituato a non prendere decisioni impulsive e a Stroppa sembra che non sia da escludere una ultima chance. Va bene la reazione, ma al Venezia servono punti e non si può accettare un inizio di gara così superficiale come quello visto contro l'Atalanta. Che poi la colpa non sia da addossare al solo Stroppa - se la difesa subisce così tanti gol anche quando è schierata, se il centrocampo non filtra nulla o quasi e se davanti si sbaglia l'impossibile - questo è chiaro. Ma le sconfitte sono diventate sei su sei e ora la classifica fa paura: una scossa serve.
Sarà dato a Stroppa il compito di provare a infonderla? Sullo sfondo c'è il nome dell'ex Paolo Zanetti - già contattato nelle scorse settimane - che è in prima fila per l’eventuale sostituzione e che ha voglia di ripartire. Attenzione all'ipotesi Davide Nicola. Roberto D'Aversa è un altro allenatore apprezzato, che però non sembrava aver dato apertura prima della gara con l'Atalanta.
Inizio shock con l'Atalanta
Tre settimane di riflessioni, di lavoro, di gruppo che si ricompatta e infortunati che recuperano. Tre lunghe settimane di sosta che sembrano aver portato fin troppa carica emotiva al Venezia, con una prima mezz'ora davvero inspiegabile, ieri. E sì che l'inizio del match aveva illuso, vista la partenza convinta nei primi 30 secondi, che aveva portato subito ad un pericoloso tiro di Basic.
Nel giro di 8 minuti però succede di tutto: lo stesso Basic che sbaglia un'uscita e che dà il via all'1-0, la difesa immobile sul corner del 2-0 e Correia che si fa male. Uno shock. Arrivano altre chance per l'Atalanta e un altro gol, anche qui con una fase difensiva da dimenticare.
Insomma, la prima mezz'ora sembra la pietra tombale su quanto si sperava che il Venezia mostrasse alla ripresa del campionato, al netto della difficoltà innegabile di dover affrontare un avversario più forte. Poi inizia un periodo che va dagli ultimi minuti del primo tempo a buona parte del secondo nel quale emergono tutti quegli elementi che non fanno che aumentare i rimpianti. Parliamo dell'identità chiara che riemerge, della capacità di creare, ma anche della leggerezza nel non saper sfruttare quanto si crea.
Il Venezia segna al 37' con Hainaut, poi nella ripresa crea tanto, tantissimo. Si vede annullare un gol, colpisce due legni, sciupa almeno altre tre occasioni nitidissime - su tutte: con Yeboah, Adams e Schingtienne - e chiude la partita perdendo 3-1. Questi discorsi però fanno fatica a reggere come speranza cui aggrapparsi visto che si arriva da sei sconfitte di fila: al Venezia serve fare punti e continuando a subire così tanto non dà l'impressione di essere pronto a cambiare rotta.
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