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Cuore, 27 cross e zero cinismo: l'assedio del Pisa sbatte sul muro del Lecce. I toscani in Serie BTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 08:15Serie A
di Davide Caruso

Cuore, 27 cross e zero cinismo: l'assedio del Pisa sbatte sul muro del Lecce. I toscani in Serie B

La trentacinquesima giornata della Serie A Enilive 2025-2026 consegna agli archivi una gara che segna il destino di un'intera stagione. Alla Cetilar Arena, la sfida tra Pisa e Lecce si chiude sull'1-2 in favore degli ospiti, un risultato che certifica la matematica retrocessione della formazione toscana in Serie B. Il match si è sviluppato come un vero e proprio manifesto di due opposte filosofie: l'assalto all'arma bianca e la ricerca dell'ampiezza da parte di una squadra disperatamente a caccia di punti salvezza, contro la flessibilità strategica, la densità centrale e l'attacco diretto di un Lecce venuto in Toscana con un piano tattico spietato. Il Pisa si è presentato sul terreno di gioco con un 3-5-2 strutturato per attaccare le corsie esterne e supportare le due punte Moreo e Stojilković. Sul fronte opposto, il tecnico giallorosso Eusebio Di Francesco ha risposto con un solido 4-2-3-1, impostato su un'idea chiarissima: attirare la prima pressione per poi eludere il centrocampo toscano con lanci diretti. La lettura dei dati conferma questa precisa identità verticale del Lecce: il portiere Wladimiro Falcone ha registrato l'indice di verticalità più alto dell'intera partita (5.63), seguito a ruota dal terzino Antonino Gallo (4.27) e dal difensore centrale Jamil Siebert (3.75). La manovra salentina ha sistematicamente by-passato la mediana, appoggiandosi direttamente sui movimenti in profondità di Walid Cheddira e sugli scatti degli esterni. L'evoluzione tattica della partita dimostra la straordinaria capacità di lettura dei momenti da parte del Lecce. Nel primo tempo, gli ospiti hanno sorpreso il Pisa con un atteggiamento molto aggressivo, mantenendo un baricentro medio altissimo (54.88 metri contro i 43.44 metri dei padroni di casa). Nella ripresa, trovato il vantaggio, i giallorossi hanno drasticamente mutato pelle. Il baricentro leccese si è abbassato a 45.29 metri, chiudendo la squadra in appena 31.12 metri di lunghezza. Questa densità ha costretto il Pisa (salito a sua volta a 53.08 metri) a sviluppare la manovra quasi esclusivamente sugli esterni. I padroni di casa hanno tentato la bellezza di 27 cross (completandone 13), contro i soli 15 del Lecce. Negli ultimi quindici minuti (dal 76' al 97'), il Lecce ha rinunciato del tutto al possesso palla (sceso al 32.72%), focalizzandosi su una difesa posizionale impenetrabile. Il successo leccese è maturato grazie a prestazioni individuali perfettamente integrate nel sistema. L'ago della bilancia offensiva è stato Lassana Coulibaly: il centrocampista ha dominato la rifinitura completando ben 12 passaggi nell'ultimo terzo di campo, fungendo da innesco essenziale per le transizioni. L'efficienza offensiva è stata poi capitalizzata da Lameck Banda (due tiri nello specchio) e Walid Cheddira. Tra le fila del Pisa, l'algerino Mehdi Léris ha provato in ogni modo a scongiurare il crollo: oltre al gol, ha fornito 4 passaggi chiave ed è stato il giocatore ad aver percorso la distanza maggiore in campo (10.69 km). Tuttavia, l'enorme volume prodotto dai toscani (17 tiri di cui 12 dall'interno dell'area) si è infranto sulla barriera eretta da Falcone, autore di 6 parate decisive. L'equilibrio si è definitivamente frantumato in un quarto d'ora della ripresa. Al 52' una transizione letale rifinita da Cheddira ha permesso a Banda di sbloccare il punteggio. Il momentaneo pareggio di Léris al 56' ha illuso l'Arena, ma il Lecce non ha perso la propria compattezza. Al 65', Cheddira ha firmato il definitivo 1-2. Fondamentale è stata la gestione tattica finale: all'81' il Pisa ha inserito Juan Cuadrado, che ha esasperato la ricerca dell'ampiezza sformando 6 cross in pochissimi minuti. Di Francesco aveva già anticipato le mosse, ritirando gli stanchi Banda e Cheddira al 71' per inserire forze fresche (Jean e Camarda), abbassando ulteriori saracinesche e portando a casa i tre punti. Il verdetto del campo è netto e doloroso. La partita descrive un Pisa volitivo, capace di generare 12 passaggi chiave contro i 5 avversari, ma cronologicamente privo di quella lucidità realizzativa che, alla lunga, è costata la permanenza in categoria. Il Lecce esce dalla Cetilar Arena con la palma di squadra cinica e tatticamente matura: ha saputo colpire quando gli spazi si sono aperti e soffrire con abnegazione quando la partita lo richiedeva. Un pragmatismo esemplare che porta tre punti in Puglia e fa calare definitivamente il sipario sulla Serie A del Pisa.