Cagliari, Ranieri: "Il Genoa è la più forte. Non sentiamo la pressione, diamo il massimo"
“Volevamo vincere nelle ultime due gare, ma vedo comunque il bicchiere mezzo pieno. La squadra fa quello che voglio, è determinata e compatta, gli è mancato solo il risultato”. Così il tecnico del Cagliari Claudio Ranieri ha parlato in conferenza stampa a due giorni dalla sfida contro il Genoa: “Tutti gli allenatori cambiano e i giocatori si sono adattati a più sistemi di gioco, lo fanno tutte le squadre e noi dobbiamo essere pronti a farlo o a prendere le contromisure adeguate. Spero ci sia il pienone mercoledì sera, abbiamo bisogno del nostro pubblico. Gilardino? Ci sono allenatori giovani che riescono subito, gli è capitata un’opportunità e la sta sfruttando alla grande, complimenti a lui. Non sentiamo nessuna pressione, sappiamo di dover dare il massimo, dopo puoi accettare anche la sconfitta. Il Genoa è la squadra più forte, anche più del Frosinone, senza volerlo sminuire, ha giocatori di grandissima esperienza. - continua Ranieri come riporta Tuttocagliari.net - Avere Lapadula e Pavoletti per noi può dire tantissimo, sono contento che sto recuperando anche Mancosu. Lapadula per noi è vitale, un ragazzo umile che lotta e si dà da fare per i compagni. Penso che i due possano andare d’accordo, l’importante è dargli le palle giuste.
Prelec? A lui, come a tutta la squadra, ho detto alcune fasi di Michael Jordan che ha vinto tanto perché ha perso tanto e che i suoi compagni gli hanno dato spesso l'ultimo tiro da 3 e lui ha sbagliato tanto. Ai ragazzi dico sempre di schiacciare la palla a terra, lui lo ha fatto, ma troppo sotto di lui. Era al posto giusto nel momento giusto, i tifosi devono stare tranquilli. Formazione? Io di quelli che ho a disposizione, decido con un disegno già nella mia mente. Poi durante gli allenamenti valuto tutti e traggo considerazioni, anche in base all'avversario. I giocatori sono 11 e hanno caratteristiche differenti e io devo scegliere. Avere giocatori in condizione ottimale è la cosa ideale per un allenatore. Io vorrei avere tutti a disposizione e andare in difficoltà perché abbasserebbe il mio margine di errore perché se stanno tutti bene si sbaglia poco. I ragazzi devono farsi trovare pronti. Se andiamo in A sarà merito di chi ha giocato meno e si è fatto trovare pronto, come un grande professionista".






