L'Italia riparta dai giovani: da Palmisani a Martinelli i portieri azzurrabili che militano in Serie B
L’ennesimo fallimento dell’Italia, che per la terza volta di fila non prenderà parte a un Campionato del Mondo, pone tutto il movimento davanti a una seria riflessione su quale strada intraprendere a medio e lungo periodo per cercare di risollevarsi, svoltare e tornare a occupare un ruolo da nazione guida che per moltissimi decenni (l’ultima assenza al Mondiale prima degli anni 2000 era datata 1958) è stata degli Azzurri. Per farlo, si dice ormai da tempo, servirebbe una maggiore valorizzazione dei giovani italiani che stanno dimostrando anche nelle varie formazioni under azzurre di essere competitivi a livello internazionale, ma che trovano poco spazio in Serie A, ma che in Serie B spesso riescono a ritagliarsi uno spazio importante.
Per quanto riguarda i portieri, il ruolo dove probabilmente abbiamo meno problemi vista la presenza di uno dei pochi top player italiani come Gianluigi Donnarumma, in Serie B si stanno mettendo in mostra diversi prospetti interessanti che presto potrebbero fare il salto di categoria come successo già a Edoardo Motta che a gennaio è approdato alla Lazio dove ora gioca anche titolare a causa dell’infortunio di Provedel.
I due che si stanno maggiormente disimpegnando sono Lorenzo Palmisani, classe 2004, titolare nel Frosinone che sta lottando per la promozione in Serie A contro corazzate come Venezia, Monza e Palermo e Giovanni Daffara, classe 2004 anche lui, che ad Avellino ha scalzato il più esperto Iannarilli. Per il primo sono 32 le presenze nel campionato cadetto, mentre il secondo – il cui cartellino è di proprietà della Juventus - ne ha disputate 23. Alle loro spalle ci sono due 2006 come Tommaso Martinelli della Sampdoria, ma di proprietà della Fiorentina, e Diego Mascardi dello Spezia: il primo è arrivato in Serie B a gennaio ed è diventato immediatamente un titolare inamovibile della formazione blucerchiata, il secondo invece ha vissuto la parabola inversa, co-titolare a inizio stagione con Sarr (poi infortunatosi) per poi scivolare alle spalle del più esperto Boris Radunovic. Un caso quest’ultimo che dice molto sulla mentalità del nostro calcio e su come l’auspicio di far giocare i giovani di valore – Mascardi da tempo è nel mirino di diversi club di Serie A – resti alla fine solo sulla carta.











