La Top 11 del Girone C di Serie C: Lamesta serata del Catania al Vigorito
E’ andata in archivio la 30^ giornata nel Girone C di Serie C. Questi i risultati:
Casarano-Siracusa 0-0
Giugliano-Monopoli 1-0
Latina-Sorrento 1-0
Picerno-Atalanta U23 1-0
Altamura-Foggia 1-0
Audace Cerignola-Trapani 4-2
Benevento-Catania 2-1
Casertana-Salernitana 1-0
Crotone-Cavese 2-0
Potenza-Cosenza 1-4
Di seguito la TOP 11 di TuttoMercatoWeb.com che opta per il 4-2-4:
Vannucchi (Benevento): 5 minuti e deve metterci già una pezza su D’Ausilio. Forse poteva fare qualcosina in più in occasione della rete di Lunetta, ma da grande portiere non si fa condizionare e disputa una ripresa autorevole. Trasmette sicurezza al reparto difensivo, del resto nessuna squadra vincerebbe il campionato senza un portiere affidabile.
Marenco (Latina): Parigi segna un gran gol e si prende la copertina di giornata, ma tanti meriti anche a lui per aver marcato al meglio un calciatore del calibro di D’Ursi. Prova impeccabile sotto tutti i punti di vista e ritorno alla vittoria dopo una lunga astinenza che porta anche la sua firma.
Dametto (Cosenza): uscita totalmente fuori tempo da parte di Cucchietti, per lui è un gioco da ragazzi depositare il pallone nella porta sguarnita. Da parte sua, e dei compagni di squadra, una prestazione sontuosa su un campo inviolato fino a domenica scorsa. Un 1-4 che corona una lunga rincorsa e che consente di superare in classifica la Salernitana e di accorciare le distanze anche sul Catania secondo.
Saio (Benevento): è qui la festa? 10 punti di vantaggio sul Catania, 18 sul Cosenza, 19 sulla Salernitana. Alzi la mano chi avrebbe immaginato uno scenario del genere a otto giornate dalla fine? E il merito non è soltanto degli attaccanti che segnano gol a raffica, ma anche di calciatori che sono cresciuti esponenzialmente col passare delle settimane mettendosi a disposizione di un progetto vincente. Lui è tra questi.
Caldore (Giugliano): il Monopoli conferma la tendenza a dare il peggio di sé a cospetto delle squadre che lottano per non retrocedere. Con Di Napoli la difesa ha ritrovato solidità e lui sta costituendo un valore aggiunto essenziale per credere fino alla fine nella salvezza senza passare dagli spareggi.
Prisco (Benevento): un salto di qualità impressionante per un calciatore già pronto per la categoria superiore e che la società ha intenzione di blindare in prospettiva futura. Legge bene i vari momenti di una partita spigolosa e capisce quando accompagnare l’azione offensiva e quando restare basso a protezione della retroguardia.
Toscano (Casertana): grande partita da parte del centrocampista rossoblu, padrone assoluto della mediana e impeccabile quando gli si chiede di restare basso per marcare Capomaggio. Il numero 5 granata, ancora una volta tra i peggiori in assoluto, viene costantemente anticipato e sovrastato sotto il profilo del ritmo e dell’intensità.
Lamesta (Benevento): il gol del Catania poteva rappresentare una mazzata enorme sotto il profilo psicologico, non per gli uomini di Floro Flores che si confermano esperti in rimonte. Lui la pareggia subito con un calcio di punizione meraviglioso che fa impazzire il popolo del Vigorito.
Butic (Casertana): Coppitelli era stato buon profeta, visto che alla vigilia aveva commentato molto positivamente il rientro a pieno regime di un attaccante perfetto, per caratteristiche, in coppia con Casarotto. Entra nella storia dei derby campani con il gol della vittoria, sfiora una rete fantastica dai 30 metri a inizio ripresa e a tratti risulta immarcabile pur non essendo ancora al 100%.
Gomez (Crotone): 16 gol stagionali, tanta roba per un calciatore che milita in una squadra che, tra novembre e gennaio, ha vissuto un momento di grande difficoltà. La sblocca di testa, confermando le difficoltà della Cavese nel gioco aereo, la chiude su calcio di rigore.
Gambale (Audace Cerignola): quando la squadra di Maiuri attacca è sempre un piacere per gli occhi, una formazione organizzata che, si qualificasse ai playoff, darebbe filo da torcere a tutti. La difesa del Trapani vive un’altra giornata horror e lui mette a referto una doppietta.
Antonio Buscè (Cosenza): ritrovarsi terzo senza tifosi, con una società contestata e un mercato di gennaio che gli ha fatto perdere qualche big non era certo impresa semplice, ha dimostrato già a Rimini di essere un allenatore di prospettiva che affronta di petto le difficoltà trasformandole in motivazioni aggiuntive.
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