Lamazza: “La Serie C ha perso qualità, la D invece è diventata sempre più difficile”
Il nuovo direttore sportivo della Nocerina, Francesco Lamazza, è intervenuto alla radio di TuttoMercatoWeb affrontando diversi temi: dal progetto rossonero al campionato di Serie C che he iniziato da tre giornate:
Direttore, siamo agli inizi di una nuova stagione: quali sono le prime sensazioni in casa Nocerina dopo un mercato importante?
"Siamo agli inizi, è una squadra completamente nuova e siamo inseriti in un girone di ferro. È un campionato che non ti permette di fare troppi programmi: lo abbiamo visto anche negli anni scorsi, con squadre costruite per fare bene che poi alla fine sono scivolate nei play-out. Bisogna vivere partita per partita e sperare che tutto vada per il verso giusto"
Il livello della Serie D si è alzato parecchio negli ultimi anni. Quanto è diventato difficile vincere il campionato?
"È un dibattito che esiste nel calcio. La qualità della Serie C si è abbassata tantissimo con il discorso del minutaggio, mentre si è alzato il livello della Serie D, perché tanti giocatori scendono di categoria. La Serie D è diventata quindi un campionato sempre più difficile e qualitativamente migliore. È una cosa che, secondo me, non va bene, ma dobbiamo attenerci ai regolamenti. D'altra parte il calcio ha costi ormai insostenibili e vengono utilizzati tutti questi strumenti, con il risultato però di abbassare la qualità della Serie C".
Il fatto che molte squadre promosse dalla Serie D riescano poi a fare bene anche in Serie C conferma questo discorso?
«È proprio la dimostrazione di quello che dicevo. La squadra che vince la Serie D, nell'80-90% dei casi, va poi a fare i play-off in Serie C. Se non stravolgi l'organico e mantieni la stessa base, inserendo qualche innesto, sicuramente puoi fare bene».
Passiamo alla Serie C: dopo tre giornate, quali indicazioni arrivano dai tre gironi? Nel Girone A, Union Brescia e Cittadella sono già davanti: possono essere loro le squadre da battere?
"Parliamo di due squadre che hanno fatto la storia del calcio italiano. Il Cittadella è stato una certezza della Serie B negli ultimi anni, mentre il Brescia quest'anno non può permettersi di sbagliare per la storia, per la piazza e per la rosa che ha a disposizione. Diciamo che stanno confermando i pronostici di inizio campionato e penso che fino alla fine queste due realtà si giocheranno il campionato".
Nel Girone B, invece, regna l'equilibrio. È ancora presto per individuare una vera candidata alla promozione?
"Il Girone B è sempre stato, per eccellenza, un raggruppamento equilibrato e spesso si è deciso nelle ultime giornate. Siamo ancora a settembre e lo vedo un po' come un calcio d'agosto: le rose devono ancora conoscersi. Le prime giornate sono interlocutorie. Chi lotta per salvarsi ma parte bene acquisisce mentalità e fiducia, mentre possono emergere delle outsider contro le quali diventa difficile giocare".
E nel Girone C? Anche lì ci sono tante grandi piazze, ma le favorite hanno iniziato con qualche difficoltà.
"Il Girone C è una Serie B a tutti gli effetti. Ci sono piazze che fino a poco tempo fa erano in Serie A e questo porta una pressione che accompagna le squadre in ogni momento. Non è facile prevalere su realtà che invece possono giocare con maggiore tranquillità. È un campionato molto avvincente e faccio fatica a vedere una vera favorita sia nel Girone B sia nel Girone C".
Potenza, Sorrento e Picerno sono partite a punteggio pieno. Possono essere le sorprese del Girone C?
"Sono realtà che innanzitutto hanno costruito bene negli anni e non hanno la pressione di dover vincere a tutti i costi, quindi vivono questo momento con molta tranquillità. Poi ci sono piazze come Salerno, dove la pressione è enorme e tante volte questo aspetto non giova alla squadra, che può perdere punti per strada. Per questo è un campionato molto avvincente e fino all'ultimo è difficile fare un pronostico".
Chiudiamo con la Champions League. Napoli e Inter sono state sconfitte, oggi tocca a Roma e Como: che partite si aspetta?
"Spero molto nel loro successo. Sono squadre che possono essere alla portata di queste realtà. La Champions è lo specchio del calcio italiano: qualitativamente, rispetto ad altri campionati, siamo sotto e bisogna dirlo. Non abbiamo la stessa qualità e questo lo paghiamo. Spero quindi molto nella vittoria di Roma e Como, che possono diventare le nostre portabandiera in questo turno".






