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Perché il Torino ha deciso di esonerare Marco Baroni spiegato coi numeriTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 12:24Serie A
di Giacomo Iacobellis

Perché il Torino ha deciso di esonerare Marco Baroni spiegato coi numeri

Dieci vittorie, sei pareggi e ben quattordici sconfitte. Si chiuderà con ogni probabilità con questo "bottino" lo score personale di mister Marco Baroni sulla panchina del Torino. Non è bastato il cambio di direttore sportivo, non sono bastati neanche i rinforzi del mercato invernale, perché il Toro di Baroni ha subito un'involuzione che l'ha portato progressivamente negli abissi della classifica, fino a restare invischiato nella lotta per non retrocedere. Qualcosa di impensabile, anche solo fino a qualche giornata fa. La media punti in campionato del tecnico prossimo all'esonero è di appena 1,04 punti a gara, con 31 gol segnati e 51 subiti (con 47 reti subite, quella del Torino è attualmente la peggior difesa della Serie A). Troppi, davvero troppi gol per una squadra del blasone, della storia e del livello dei granata. Se è vero che tanti ruoli e, altrettanti singoli giocatori, in questi mesi sono finiti sotto la lente d'ingrandimento, è altrettanto vero che Baroni non è riuscito a sfruttare il potenziale della rosa, alternando buoni risultati come le vittorie contro Roma o Napoli di inizio stagione a prestazioni non all'altezza, sconfitte cocenti e brutte figure, su tutte il ko per 6-0 col Como. Il Torino oggi è quindicesimo in classifica con soli 6 punti di vantaggio sulla terzultima e l'incubo retrocessione fa più paura che mai: da qui la scelta di mettere alla porta Baroni. Salvo clamorosi ripensamenti, a sostituirlo sarà Roberto D’Aversa, reduce dall’esperienza all’Empoli della scorsa stagione. Arrivò in semifinale di Coppa Italia battendo addirittura la Juventus ai quarti di finale allo Stadium, ma sprofondò in Serie B: la missione fallita l’anno scorso deve essere necessariamente centrata nei prossimi tre mesi in granata.