L'importanza di Kabasele: leader della difesa e figura centrale dello spogliatoio bianconero
La vittoria per 3-0 contro la Fiorentina ha avuto tanti protagonisti, ma uno dei pilastri della serata del Bluenergy Stadium è stato senza dubbio Christian Kabasele. Se l’Udinese è riuscita a mantenere la porta inviolata contro i viola, gran parte del merito passa proprio dalla prestazione del difensore belga, autore di una gara solida, autorevole e impreziosita anche dal gol che ha sbloccato il match.
Esperienza, personalità e leadership: sono queste le qualità che Kabasele sta mettendo in campo con sempre maggiore continuità nelle ultime settimane. Da quando mister Kosta Runjaic ha deciso di spostarlo stabilmente al centro della difesa, togliendolo dal ruolo di braccetto, il rendimento del classe 1991 è cresciuto sensibilmente. In quella posizione Kabasele può guidare il reparto, leggere le situazioni con anticipo e sfruttare tutta la sua esperienza maturata in carriera.
Contro la Fiorentina si è visto chiaramente. Sempre attento nelle chiusure, forte nei duelli fisici e preciso nelle letture difensive, il centrale belga ha guidato la retroguardia bianconera con grande sicurezza. Un punto di riferimento per i compagni, capace di dare ordine alla linea difensiva e di trasmettere tranquillità anche nei momenti più delicati della partita.
Non è un caso che Runjaic lo consideri ormai una pedina imprescindibile. Per caratteristiche e leadership, Kabasele appare oggi molto più adatto a guidare la difesa rispetto a Kristensen. Il tecnico tedesco lo sa bene e per questo ha deciso di affidargli sempre più responsabilità al centro del reparto.
La sua partita contro la Fiorentina è stata impreziosita anche dal gol che ha aperto le marcature dopo appena dieci minuti. Sul calcio d’angolo battuto alla perfezione da Zaniolo, Kabasele ha anticipato tutti con perfetto tempismo, battendo De Gea di testa. Una rete pesante, che ha indirizzato la gara fin dalle prime battute. Per il belga si tratta del terzo gol stagionale dopo quelli realizzati contro Cagliari e Pisa, conferma della sua pericolosità anche sulle palle inattive. Un’arma in più per l’Udinese, che spesso sfrutta proprio queste situazioni per colpire gli avversari.
Ma oltre alla prestazione in campo, c’è anche l’aspetto umano e carismatico che rende Kabasele così importante nello spogliatoio bianconero. Con un gruppo giovane e composto da tanti giocatori provenienti da culture diverse, la presenza di figure esperte è fondamentale. E il difensore belga rappresenta proprio questo: un senatore capace di fare da guida ai più giovani.
Emblematico, in questo senso, quanto visto nel finale della gara contro la Fiorentina, quando ha accompagnato passo dopo passo il giovane Mlacic nel suo debutto. Lo ha incoraggiato, lo ha guidato nelle posizioni, gli ha parlato continuamente. Il comportamento tipico di un leader positivo, dentro e fuori dal campo.
Il contratto di Kabasele è in scadenza il prossimo giugno, con un’opzione di rinnovo. Un rinnovo che il difensore sembra voler conquistare sul campo, a suon di prestazioni convincenti e di grande affidabilità. Nonostante le 35 primavere, l’idea che l’Udinese possa continuare a contare su di lui anche in futuro non appare affatto peregrina. Perché giocatori con questa esperienza, questa mentalità e questa capacità di leadership sono preziosi in qualsiasi squadra.
E in questo momento, Christian Kabasele sta dimostrando di essere molto più di un semplice difensore: è il punto di equilibrio della retroguardia bianconera.






