A tre anni dalla morte ricordiamo Garellik, il portiere che parava senza mani
Claudio Garella, per tutti "Garellik", è stato il portiere più atipico, sgraziato e incredibilmente vincente del calcio italiano.
Scomparso il 12 agosto del 2022, è passato alla storia per aver vinto due scudetti leggendari da assoluto protagonista con le maglie di due splendide outsider: l'Hellas Verona nel 1985 e il Napoli di Diego Armando Maradona nel 1987.
Il portiere "senza mani" e lo stile unico
La caratteristica iconica di Garella era la sua totale mancanza di estetica accademica, non volava come Dino Zoff e non cercava la plasticità del gesto, il suo unico obiettivo era non far entrare il pallone in rete, usando qualsiasi parte del corpo: piedi, ginocchia, petto, pancia e persino la faccia.Il suo stile spinse l’Avvocato Gianni Agnelli a coniare una delle definizioni più celebri e taglienti della storia del calcio: ù
«Garella è il più forte portiere del mondo. Senza mani, però».
Aneddoti curiosi su "Garellik
"La nascita del supereroe: Il celebre soprannome "Garellik" fu coniato da un giornalista del quotidiano L'Arena di Verona, il nome si ispirava a Diabolik, perché Garella sembrava materializzarsi dal nulla per spaventare gli attaccanti avversari e neutralizzare tiri apparentemente già dentro.
La dieta "pelle e ossa": Garella era un omone grande e grosso con una naturale tendenza a ingrassare, durante l'esperienza a Napoli, l'allenatore Ottavio Bianchi ordinava al secondo portiere, Raffaele Di Fusco, di farlo correre extra a fine allenamento per fargli perdere peso, Di Fusco racconterà divertito:
«Gli dissi: "Claudio mettiti a dieta, altrimenti a forza di correre con te qui divento pelle e ossa io!"».
La parata in rovesciata: Sebbene tutti lo ricordino per le sue parate di piede (un'anticipazione assoluta dei portieri moderni di stampo futsal come Manuel Neuer), uno dei suoi interventi più incredibili rimasti negli annali avvenne quando giocava nell'Udinese.
Durante una sfida contro la Cremonese, Garella si esibì in una clamorosa parata in rovesciata volante per respingere un pallone che lo stava scavalcando.
La timidezza al San Paolo: Nel 2005, in occasione della partita d'addio al calcio di Ciro Ferrara allo stadio San Paolo, Garella era terrorizzato all'idea di scendere in campo, ormai fuori forma e appesantito dagli anni, si vergognava di mostrarsi ingrassato ai tifosi. I vecchi compagni dovettero spingerlo a forza sul terreno di gioco, dove fu accolto da un boato d'amore memorabile da parte di tutta Napoli.






