Fiorentina, il fallimento tecnico è nulla rispetto alla disaffezione di Firenze
C’è un augurio che arriva ancor prima della semplice speranza di veder vincere la Fiorentina oggi al Franchi contro il Genoa, ed è quello che la salvezza della squadra viola sia certificata dai numeri. Poi da capire il fallimento del rapporto tra società e squadra e la città di Firenze.
La Fiorentina e Firenze sono sempre state una cosa sola, ma negli ultimi anni questa gestione ha allontanato la squadra dalla città e dai tifosi, piano piano sempre di più. E' questa la sfida più importante, recuperare l'amore della propria gente, ci riuscirà Paratici? Per il momento la frattura è grande e molti tifosi hanno abbandonato la Fiorentina e non vanno più allo stadio.
Contestazione, dov’eravamo rimasti?
Poi, una volta raggiunta l’ufficialità della salvezza, sarà come se un discorso interrotto sia destinato a ripartire. Era la metà del dicembre scorso quando ACCVC prima e Curva Fiesole poi diedero voce e parole al malessere diffuso, e fu qualche settimana più tardi, a Bergamo, che la stessa tifoseria raccolse le parole di un gruppo frastornato e impaurito, nonché rappresentato da un Dzeko in versione uomo col megafono, in una sorta di tregua indirizzata mettere al centro di tutto la sola salzezza. A distanza di mesi, e una volta scritta la parola fine sulla stagione, da lì ripartiranno i tifosi, ai quali andrà chiaramente spiegato come si conta di ripartire.
Il peso di una fiducia da riconquistare
Non ci sono solo le scelte da prendere che in questo momento richiamano le attenzioni generali, e nemmeno le dinamiche interne da chiarire sembrano così prioritarie quanto affrontare dissenso e sfiducia che hanno inevitabilmente preso il sopravvento. Sotto questo profilo la recente gestione viola, anche in termini di comunicazione, non è cambiata più di tanto, ma è necessario che nella ripartenza che lo attende Paratici segni anche questo compito. Perché la disaffezione si tocca con mano, e perché dopo 7 stagioni avare di gioie è legittima la posizione di chi non dovesse più credere a promesse e ambizioni.
Riavvicinare la gente alla Fiorentina
In tal senso un aiuto, oltre a un lavoro di programmazione sulla squadra che verrà, può arrivare da una diversa gestione del Viola Park, da intendere in una rinnovata concezione di casa piuttosto che di dorato rifugio per i protagonisti viola. Senza voler entrar nel merito di un ritiro in montagna ormai in disuso la percezione generale del centro sportivo viola restadi lontananza, e non c’è da biasimare i tifosi se (escluse partite da seguire al bar o gare di giovanili e squadra femminile) nell’arco di 9 mesi (tanto è passato dall’inizio della stagione) soltanto una volta si è deciso di aprire gli allenamenti al pubblico. Alla Fiorentina, a tutti i suoi protagonisti, spetta il compito di riavvicinare la gente alla sua passione, perché la ripartenza in arrivo a breve è da considerarsi da una quota inferiore allo 0, col segno meno per intendersi. Per tutti gli errori commessi negli anni precedenti e pagati (tutti insieme) a carissimo prezzo in questa annata per oramai agli sgoccioli.











