Giulio Dini: "Quando Andreazzoli incarta Italiano"
La Fiorentina prova a fare il proprio gioco anche quando l’avversario glielo impedisce.
Il tema è questo e non l’andamento della gara perché l’Empoli vince con pieno merito.
Andreazzoli incarta Italiano, blocca tutte le uscite viola e ci impone un bel bagno di umiltà.
Maleh a uomo su Arthur, gli esterni alti su Parisi e Kayode, Caputo su Martinez Quarta lasciando libero Milenkovic, quello con maggiori difficoltà nel giocare palla, appunto.
Nel mezzo squadre cortissime e spazi stretti.
Nel secondo tempo l’Empoli arretra e si chiude, dando vita ad un film già visto in passato.
È il refrain delle partite dei 100 cross e del maggior possesso palla, quelle gare che possono essere cambiate solo dalla giocata del campione o dal ritmo serrato ed asfissiante di una squadra che non vuole perdere per niente al mondo.
Sono le gare più difficili per le prime punte, dalle quali, francamente, sarebbe lecito attendersi - pur con tutte la attenuanti - molto ma molto di più.
Il timore è che si sia toppato un’altra volta (almeno per Nzola perché Beltran- che non è un centravanti - non è ancora giudicabile ) ma non so a chi rimarrà in mano il cerino corto stavolta.
Sono le gare in cui ti rendi conto di essere stato affrettato e troppo generoso con qualche giocatore mentre le prestazioni di Sottil impressionano per la loro ricorrente inutilità.
Tenere in panca Ikonè, a meno che non fosse acciaccato, non è spiegabile.
Una grande parata di Terracciano che nega nel primo tempo il due a zero a Cambiaghi.
Due soli tiri pericolosi nello specchio da parte della Fiorentina di cui il secondo è al centesimo minuto di gioco.
Troppo poco, niente, per sperare in qualcosa di diverso.
Giusto così.






