Lutto nel giornalismo, è morto Roberto Arditti
Roberto Arditti, giornalista, autore e consulente di comunicazione, figura di spicco del mondo dell'informazione, delle istituzioni e delle strategie di comunicazione pubblica e privata, è morto all'ospedale San Camillo Forlanini. Arditti dall'1 aprile era ricoverato nel nosocomio romano in terapia intensiva dopo aver avuto un arresto cardiaco. "La commissione medica nominata dalla direzione dell'ospedale ha confermato lo stato di morte cerebrale del paziente Roberto Arditti. È stato quindi constatato il decesso", afferma il bollettino diffuso dal San Camillo. I supporti vitali sono stati mantenuti fino al trasferimento in sala operatoria per il prelievo degli organi, nel rispetto della volontà donativa espressa in vita dal paziente.
La carriera
Arditti è nato a Lodi il 28 agosto 1965 e si era laureato presso l’Università Bocconi. Aveva cominciato il suo percorso professionale nelle istituzioni, lavorando al Senato a fianco di Giovanni Spadolini. Poi il passaggio al giornalismo e alla comunicazione, ambiti in cui si è costruito una carriera trasversale, tra media, politica e grandi eventi. In passato è stato anche stato direttore delle news di Rtl 102.5, autore della trasmissione "Porta a Porta" e direttore de "Il Tempo". A partire dal 2018 ha ricoperto il ruolo di direttore editoriale di "Formiche" e, nel corso del secondo governo guidato da Silvio Berlusconi, ha ricoperto il ruolo di portavoce dell'allora ministro Scajola.
La comunicazione istituzionale
Arditti ha sviluppato, nel corso del tempo, una lunga esperienza pure nella comunicazione istituzionale e corporate. Ha lavorato in maniera significativa nell'ambito della macchina organizzativa legata ad Expo 2015, di cui ha guidato la comunicazione. Ha anche fondato, insieme a Swg, la società di consulenza strategica Kratesis, mettendo al centro dossier legati a temi quali politica, sicurezza e relazioni internazionali. Nel corso della sua carriera ha rappresentato una figura di un unione tra media e istituzioni, contribuendo al dibattito pubblico con analisi e interventi su diverse tematiche. Ha scritto, infine, anche i libri “Hard Power” con Giubilei Regnani editore e “Piumini e catene. Storie di maranza” con Alessio Gallicola (Curcio editore).











