Operato d'ugenza Andrea Camplone dopo il malore di venerdi
Il mondo del pallone e l'Abruzzo intero tremano per Andrea Camplone. Lo storico ex capitano del Pescara, 60 anni, è ricoverato in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione dell'ospedale civile "Spirito Santo" di Pescara.
L'ex terzino e allenatore (ha guidato, tra le altre, Perugia, Bari, Cesena e Catania) è stato colpito da un improvviso arresto cardiaco nel tardo pomeriggio di venerdì 11 settembre mentre si trovava su un campo da padel a Montesilvano, una frazione di secondo ha trasformato una serata di sport e relax in un incubo.
La dinamica: il crollo e i primi soccorsi decisivi
Camplone stava giocando una normale partita a padel con alcuni amici all'interno di un circolo sportivo di Montesilvano, la cittadina in cui risiede.
Intorno alle 18:30, il sessantenne si è improvvisamente accasciato al suolo, perdendo i sensi davanti ai compagni di gioco, la gravità della situazione è apparsa chiara fin da subito, l'allarme è scattato immediato e le prime, provvidenziali manovre di soccorso sono state eseguite da un medico che si trovava all'interno della struttura.
Pochi minuti dopo sono giunte sul posto le ambulanze del 118, i sanitari hanno continuato a lungo le procedure di rianimazione e massaggio cardiaco previste dai protocolli d'emergenza direttamente sul campo di gioco, riuscendo a stabilizzare i parametri vitali dell'ex calciatore.
Da lì, la corsa disperata in codice rosso verso il nosocomio pescarese.
L'operazione d'urgenza e la prognosi riservata
Una volta giunto in ospedale, Camplone è stato subito trasferito nel reparto di cardiologia e sottoposto a un delicato intervento in emodinamica.
Si tratta di una procedura mininvasiva utilizzata per trattare tempestivamente le ostruzioni coronariche senza la necessità di aprire il torace, il bollettino medico delle ultime ore descrive un quadro clinico stazionario nella sua estrema gravità, le sue condizioni sono stabili, ma l'ex difensore resta sedato e la prognosi rimane strettamente riservata.
Le prossime 24-48 ore saranno decisive per capire l'evoluzione neurologica e cardiaca dopo il prolungato arresto cardiocircolatorio.






