Abde Ezzalzouli insultato dopo il sostegno agli abitanti di Ceuta: "Nessun messaggio politico"
Il gesto era nato come un'iniziativa di solidarietà, ma ha scatenato una forte reazione sui social. Abde Ezzalzouli, attaccante marocchino del Betis Siviglia, è stato bersaglio di numerosi messaggi d'odio e insulti dopo essere sceso in campo con una maglietta dedicata agli abitanti di Ceuta, enclave spagnola al centro di una delicata crisi migratoria. Prima della sfida di Liga tra Villarreal e Betis (vinta dagli andalusi per 2-1), i giocatori delle due squadre hanno indossato una t-shirt con la scritta "Siamo tutti Caballas", termine con cui vengono identificati gli abitanti di Ceuta, per esprimere vicinanza alla popolazione locale. Tra coloro che hanno partecipato all'iniziativa anche Abde, nazionale marocchino con 37 presenze.
La scelta dell'esterno offensivo classe 2001 ha però provocato una pioggia di critiche e commenti offensivi sui social network, tanto da spingere il Betis e la Liga spagnola a condannare pubblicamente gli attacchi. Lo stesso giocatore ha voluto chiarire la propria posizione attraverso un messaggio pubblicato su Instagram: "In nessun momento la maglietta è stata utilizzata per fini politici o per esprimere disprezzo nei confronti del mio popolo, il popolo marocchino".
Abde ha poi aggiunto: "Non sono scuse. Chiunque voglia utilizzare questo episodio per mettere in dubbio il mio amore per il mio Paese è libero di farlo". La questione di Ceuta resta uno dei temi più sensibili nei rapporti tra Spagna e Marocco. L'enclave, sotto sovranità spagnola ma rivendicata da Rabat, è da anni al centro di tensioni diplomatiche, aggravate dalle recenti emergenze migratorie.






