Il coraggio di cambiare: perché il Real Madrid dovrebbe guardare oltre Perez e Mourinho
Le elezioni del Real Madrid non metteranno di fronte soltanto due candidati, ma due idee opposte di potere. Da una parte Florentino Perez, il presidente che ha dominato il club per oltre due decenni e che punta ancora sulla forza del proprio nome, dei grandi acquisti e delle figure simbolo. Dall'altra Enrique Riquelme, che prova a presentarsi come l'uomo del rinnovamento, deciso a rompere alcune logiche consolidate senza rinnegare l'identità madridista.
Le due campagne raccontano visioni quasi opposte. Perez si affida alla formula che ha reso il Real una potenza globale e in quest'ottica va letta anche la scelta di José Mourinho come nuovo allenatore. Il portoghese rappresenta una figura iconica nella storia recente del club: fu lui a restituire competitività a un Real che faticava a tenere il passo del Barcellona di Guardiola. Carisma, personalità e capacità di gestire la pressione restano qualità indiscutibili, anche se il calcio del 2026 è molto diverso da quello di 15-20 anni fa.
Mourinho non allena un top club europeo da tempo e i suoi ultimi anni non sono stati accompagnati da risultati all'altezza delle aspettative di una società che vive per vincere Champions League e Liga. Il rischio è che la sua candidatura sia più legata alla nostalgia che a una reale prospettiva tecnica, a un progetto futuribile, anche se lo stesso si diceva di Carlo Ancelotti. Riquelme prova invece a proporre un progetto differente: l'idea di coinvolgere figure come Casillas, Del Bosque, Raul e Hierro punta a rafforzare l'identità madridista, mentre l'eventuale affidamento della panchina a Jürgen Klopp rappresenterebbe una scelta orientata al futuro. Un allenatore capace di costruire cicli, valorizzare i giovani e dare una chiara impronta di gioco.
La vera domanda è se il Real abbia bisogno di continuare a ragionare come Florentino Pérez o se invece sia meglio aprire una nuova fase. Affidarsi ancora al proprio glorioso passato o iniziare a costruire seriamente il futuro, cercando di tracciare una strada e non abbandonarla alle prime difficoltà, come è successo con Xabi Alonso. In un club dove devi vincere, convincere, far coesistere tante stelle e non farti travolgere mediaticamente, sembra l'impresa più difficile.











