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Irlanda-Israele si giocherà in campo neutro e a porte chiuse: la UEFA approva la richiesta della FAI

Irlanda-Israele si giocherà in campo neutro e a porte chiuse: la UEFA approva la richiesta della FAI TUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Daniel Uccellieri
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Daniel Uccellieri
Oggi alle 14:36Calcio estero

La Football Association of Ireland (FAI) conferma che la UEFA ha approvato la richiesta di disputare all'estero, in campo neutro e a porte chiuse, la partita di UEFA Nations League 2026-27 tra Irlanda e Israele in programma il 4 ottobre.

Dopo aver consultato le varie parti interessate, la Federazione ritiene che le difficoltà operative possano compromettere l'organizzazione dell'incontro sul territorio nazionale; per questo motivo la gara non si giocherà all'Aviva Stadium.

La FAI ringrazia l'An Garda Síochána (la polizia irlandese) per il supporto e i consigli forniti negli ultimi mesi e sottolinea che la decisione di trasferire la partita in una sede neutrale è stata ritenuta appropriata dal Consiglio federale con il sostegno della UEFA.

La Federazione afferma di comprendere e rispettare le opinioni espresse da giocatori, membri dello staff, tifosi, associati, attivisti, cittadini e dall'intera comunità calcistica irlandese in merito a questa partita.

Negli ultimi mesi, la FAI ha mantenuto contatti con la Federazione calcistica palestinese riguardo allo svolgimento delle gare e ha condiviso la seguente dichiarazione:

"La Federazione calcistica palestinese esprime apprezzamento per le posizioni di principio assunte dalla Football Association of Ireland a sostegno dei diritti del popolo palestinese e degli atleti palestinesi. La Federazione calcistica palestinese ribadisce inoltre il proprio rispetto per la decisione presa dalla Football Association of Ireland nell'ambito dei suoi obblighi sportivi e internazionali, in modo da consentirle di continuare a svolgere la propria nobile missione al servizio del calcio e nella promozione dei valori di giustizia, solidarietà e rispetto reciproco".

La Federazione dichiara di essere profondamente consapevole delle sofferenze e della devastazione che stanno colpendo i civili nella Striscia di Gaza e continua a sostenere lo spirito della mozione approvata dai membri dell'Assemblea Generale della FAI nel novembre 2025.

Tale mozione prevedeva la presentazione di una richiesta formale al Comitato Esecutivo UEFA per l'immediata sospensione della Federazione calcistica israeliana dalle competizioni UEFA per presunta violazione dello statuto dell'organismo europeo.

Pur avendo inoltrato questa richiesta alla UEFA e avendo discusso la questione con i dirigenti dell'organizzazione per quasi due anni, la FAI riconosce di aver accettato i regolamenti delle competizioni UEFA. Tali norme stabiliscono che un'associazione che si rifiuta di disputare una partita perde l'incontro a tavolino e può essere soggetta a ulteriori sanzioni disciplinari, inclusa una possibile esclusione dalla competizione.

Nel febbraio 2026, l'Irlanda è stata inserita nel Gruppo B3 della UEFA Nations League 2026-27 insieme ad Austria, Israele e Kosovo. In quell'occasione, la Federazione aveva dichiarato che la nazionale avrebbe disputato tutte le partite previste e conferma oggi questa posizione, ritenendo che una scelta diversa avrebbe conseguenze molto pesanti per l'intero movimento calcistico irlandese.

Secondo la FAI, la mancata disputa delle gare contro Israele comporterebbe:

la perdita di sei punti, con il rischio di retrocessione in Lega C della Nations League e una riduzione delle possibilità di qualificazione a UEFA EURO 2028;
un impatto negativo sul ranking UEFA e FIFA dell'Irlanda, con conseguenze sui futuri percorsi di qualificazione agli Europei e ai Mondiali;
effetti opposti a favore di Israele, che vedrebbe aumentare le proprie possibilità di promozione in Nations League e di qualificazione a EURO 2028.

Oltre agli aspetti sportivi, la Federazione evidenzia che ci sarebbero ripercussioni più ampie per il calcio irlandese, tra cui una minore capacità di sostenere club e campionati attraverso servizi essenziali come la tutela degli atleti, i programmi educativi e le opportunità di sviluppo dei giocatori. Potrebbero inoltre ridursi il supporto e i servizi offerti alle nazionali giovanili e ai rispettivi staff.

La FAI discuterà la questione con i propri associati durante una prossima Assemblea Generale Straordinaria, ma ricorda che è responsabilità del Consiglio federale tutelare gli interessi futuri del calcio irlandese e che, per questo motivo, resta impegnata a disputare tutte le partite della UEFA Nations League 2026-27.

Pur riconoscendo che la decisione presa lo scorso febbraio possa avere un impatto su numerosi soggetti coinvolti, il Consiglio federale chiede che venga tenuta in considerazione anche la posizione di giocatori e staff.

La Federazione riconosce inoltre i disagi che il cambio di sede comporterà per gli abbonati stagionali e i membri del Club Ireland. Una volta definiti tutti i dettagli relativi alla partita del 4 ottobre, verranno comunicate le modalità di gestione dei biglietti, che potrebbero includere forme di compensazione o la possibilità di usufruire di una partita casalinga aggiuntiva nel 2027.

Il Consiglio della FAI ribadisce infine che la decisione di disputare l'incontro è stata presa nell'interesse del calcio irlandese.

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