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Kakuta ha scelto di ritirarsi: "Il 99% dei calciatori è triste. Di giorno è facile, ma la notte..."

Kakuta ha scelto di ritirarsi: "Il 99% dei calciatori è triste. Di giorno è facile, ma la notte..." TUTTOmercatoWEB
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Michele Pavese
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Michele Pavese
Oggi alle 17:42Calcio estero

Gael Kakuta racconta il lato più oscuro della vita da calciatore. L'ex fantasista congolese, che ha annunciato il ritiro dall'attività agonistica questa estate, ha rivelato di aver attraversato una profonda depressione durante la carriera, sostenendo che il disagio psicologico sia molto più diffuso di quanto si immagini nel mondo del calcio.

Intervistato dal media Capté, l'ex giocatore di Chelsea, Lens e Amiens ha spiegato che il periodo più difficile è coinciso con la morte della madre, avvenuta mentre vestiva la maglia dell'Amiens. Un dolore che ha continuato ad accompagnarlo anche durante l'esperienza in Iran, iniziata nell'estate del 2024: "Ci sono passato anch'io", ha raccontato Kakuta. "Direi che il 90%, anzi il 99,9% dei calciatori è triste. Portano un peso enorme sulle spalle e hanno responsabilità gigantesche. Nessuno si preoccupa davvero di come stiano e vivono in un ambiente dove conta soltanto rendere al massimo".

Secondo l'ex trequartista, la pressione non deriva soltanto dai risultati o dal poco spazio in campo, ma anche dalla difficoltà di distinguere i rapporti autentici da quelli dettati dall'interesse. "Non sai mai chi ti sta vicino per affetto e chi per ciò che rappresenti. Molti finiscono per chiudersi in una bolla e la maggior parte indossa una maschera. A casa, con la famiglia o con gli amici, spesso non si sentono davvero ascoltati. Vengono trattati come pezzi di carne". Kakuta ha spiegato di essere riuscito a superare quel momento grazie alla fede, ma ha sottolineato che non tutti trovano una via d'uscita. "Di giorno è facile fingere di essere felici, ma la notte riesci davvero a dormire? C'è chi ha bisogno di assumere sostanze, chi si rifugia nelle feste, chi nei videogiochi. Ognuno cerca una forma di evasione. Molti scappano dalla solitudine perché affrontarla significa confrontarsi con se stessi".

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