Mbappé non ci sta: "Non è normale che si guardi sempre le mie rincorse in difesa e non i gol"
Spesso criticato per i movimenti senza palla e per un presunto risparmio di energie in fase difensiva, Kylian Mbappé continua a rivendicare soprattutto ciò che riesce a garantire negli ultimi metri. La sua capacità di superare quota 40 gol a stagione rappresenta il principale punto di forza del capitano della Francia, che nella scorsa stagione ha chiuso da capocannoniere della Liga, della Champions League e dei Mondiali, nonostante un'annata senza trofei. Un rendimento offensivo che, secondo alcuni osservatori, non sarebbe però sufficiente a compensare le sue lacune nel lavoro collettivo.
Mbappé non ci sta: "Non è normale che si guardi solo il mio contributo difensivo"
Intervistato da France Football prima della cerimonia del Pallone d'Oro, Mbappé ha risposto alle critiche sul suo contributo difensivo, spiegando di non vivere più personalmente questo tipo di discussioni. “Se a volte i miei gol vengono oscurati da dibattiti sulle mie corse difensive o sui chilometri che percorro? Penso che non sia normale, ma questa è la vita di chi è stato vicino all'eccellenza per anni. Non sono più nella fase della novità. Tutti sanno da anni cosa sono capace di fare. E penso che sia qui che entriamo nella sfera umana. È umano guardare sempre a ciò che qualcuno non fa. Quando qualcuno fa qualcosa da dieci anni, smettiamo di guardare a ciò che fa. Sappiamo che può farlo. Quindi cerchiamo sempre di guardare a ciò che non fa. Da quel momento in poi, non è più qualcosa che prendo sul personale”.
Mbappé riconosce la possibilità di migliorare sotto determinati aspetti, ma difende con forza il valore dei suoi gol. “Quell'argomentazione ha meno senso. Perché se non segno, la gente mi chiederà perché. Inoltre, ho imparato che quando sei un calciatore, in ogni partita che giochi, ci sono milioni di allenatori. E non tutti gli allenatori sono contenti a casa. Ognuno ha il suo punto di vista, ma penso che l'obiettivo del calcio sia segnare gol, segnarne uno in più dell'avversario. Un giocatore che segna gol non sarà mai un problema per una squadra, perché non ho mai visto una squadra vincere titoli senza segnare nemmeno un gol”.






