Senza Ronaldo, Bruno Fernandes capitano del Portogallo: "Non cambia in base a chi manca"
Senza Cristiano Ronaldo o Bernardo Silva, la stella più luminosa del Portogallo tra due giorni in campo contro il Messico nel nuovo stadio Azteca sarà Bruno Fernandes, leader e capitano della Nazionale del CT Roberto Martinez in questo caso. "Il ritiro aiuta sempre, il fatto di poter stare insieme è positivo e importante, perché l'ultima volta che è successo è stato a novembre, ormai un po' di tempo fa", ha spiegato il capitano del Manchester United.
"Il Mondiale si avvicina ed è bene avere questo tempo per perfezionare le nostre idee e ciò che il mister desidera riguardo al nostro modo di giocare e di stare in campo durante il torneo. Jet lag? C'è sempre, ma al terzo giorno siamo già in linea con l'orario locale", ha tagliato corto in conferenza stampa oggi. Invece sulle assenze pesanti, tra le quali CR7, l'ex Udinese ha confidato: "So che in questa convocazione, non essendoci Cris e Bernardo, sono il giocatore con più presenze in Nazionale. Credo che il fatto di rappresentare la selezione sia già di per sé il traguardo più grande della mia carriera, perché poterlo fare per il proprio Paese in grandi competizioni, come ho già avuto modo di fare, è spettacolare".
"Non esiste un 'caso capitano', perché vengo qui per divertirmi, aiutare e dare il massimo per la squadra, facendo sentire a proprio agio i miei compagni", ha ribattuto il centrocampista di 31 anni dopo la domanda di un giornalista sulla fascia da capitano. "Indipendentemente dalla presenza o meno di Cris, Bernardo o Rúben, il mio atteggiamento sarà sempre lo stesso. Non cambia in base a chi c'è o chi manca; l'obiettivo che mi prefiggo come giocatore e come persona è aiutare tutti quelli che mi circondano affinché emerga il meglio di ognuno di noi, perché solo così la nazionale potrà eccellere e risultare vincitrice".
In merito invece alla possibilità di scendere in campo tra due giorni: "Non so ancora se giocherò, quindi non so se avrò la fascia o meno, ma ovviamente sarebbe un privilegio enorme se accadesse. Sono cose che non arriviamo nemmeno a sognare; essere in Nazionale è già il sogno più grande che potessi realizzare. Scendere in campo, poter cantare l'inno e guidare la squadra con la fascia di capitano in uno stadio iconico come questo è motivo di enorme orgoglio per me", ha concluso.











