Torna la Ligue 1, chi può battere il PSG di Luis Enrique? Forse solo il PSG stesso
Trovare nuovi stimoli dopo aver dimostrato di essere superiore a tutti può diventare un'impresa molto complicata. In Francia il dominio sembra ancora netto: il Paris Saint-Germain parte con i favori del pronostico per il sesto titolo consecutivo, forte di una rosa nettamente superiore alle rivali e di un progetto ormai consolidato. La domanda, quasi provocatoria, per Luis Enrique è una sola: cosa deve chiedere ancora alla sua squadra? Uccidere il campionato già ad agosto, vincere tutte le partite o magari regalare un po’ di speranza alle avversarie perdendo le prime giornate: ovviamente l'ultima ipotesi è solo una battuta, ma fotografa bene la distanza che oggi separa il PSG dal resto della Ligue 1.
Nessuno è al livello dei parigini ma...
Il rischio vero, però, non è la concorrenza quanto la gestione della superiorità. Una squadra che ha conquistato due Champions League consecutive, entrando nella ristretta cerchia dei club capaci di difendere il titolo europeo, potrebbe inconsciamente abbassare la tensione. E proprio qui arriva la sfida più grande per Luis Enrique: mantenere fame e cattiveria. Perché il campionato francese, apparentemente scontato, ha già dimostrato in passato di nascondere insidie. L'anno scorso il PSG ha dovuto fare i conti con la pressione del Lens (che ha soffiato il primo trofeo stagionale a Kvaratskhelia e compagni) e con una lotta più equilibrata del previsto, mentre in alcune stagioni precedenti ha lasciato per strada trofei nazionali proprio per cali di concentrazione.
Mancanza di stimoli e presunzione i maggiori nemici
Non basta essere più forti: bisogna dimostrarlo ogni settimana. Il PSG dovrà prendere sul serio ogni partita, soprattutto nelle coppe nazionali, dove spesso le grandi squadre pagano il turnover e la mancanza di intensità con eliminazioni inattese. Ogni gara deve diventare un allenamento competitivo in vista dell'obiettivo più importante: provare a conquistare il tris europeo consecutivo, un'impresa riuscita soltanto al Real Madrid nella storia.
Luis Enrique ha costruito un PSG diverso dal passato: meno dipendente dalle stelle, più basato sul collettivo, sulla disciplina e sull'identità. Adesso deve evitare che la perfezione diventi routine, perché il confine tra la grandezza e la presunzione, nello sport, è sottilissimo.






