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Xavi Simons racconta l'incubo: "Ho sentito il ginocchio uscire e rientrare. Il mio corpo è crollato"

Xavi Simons racconta l'incubo: "Ho sentito il ginocchio uscire e rientrare. Il mio corpo è crollato" TUTTOmercatoWEB
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Michele Pavese
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Michele Pavese
Oggi alle 19:34Calcio estero

Xavi Simons ha vissuto uno dei momenti più difficili della sua carriera. Il centrocampista olandese del Tottenham è stato costretto a saltare il Mondiale a causa della rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, un infortunio arrivato nel finale della scorsa stagione, proprio mentre gli Spurs erano impegnati nella difficile corsa per evitare la retrocessione in Premier League.

Il classe 2003, arrivato al Tottenham dal Lipsia per circa 65 milioni di euro nell’estate precedente, ha raccontato ai canali ufficiali del club il momento esatto della lesione e il lungo percorso affrontato dopo l’operazione: "Era un movimento che avevo fatto forse diecimila volte nella mia vita. Ho sentito le gambe bloccarsi mentre il mio corpo andava dall’altra parte. Mi sono detto: ‘Vediamo se è successo qualcosa, provo ad alzarmi’. Ho cercato di muovermi, ma in quel momento ho sentito il ginocchio uscire dalla sua posizione e poi rientrare. È stato lì che ho capito che era finita".

La diagnosi è arrivata poco dopo: "I medici mi hanno chiamato e mi hanno detto: ‘Xavi, mi dispiace, ma è il legamento crociato anteriore’. Quando l’ho sentito, è stato come se tutto il mio corpo fosse crollato". Il sostegno della famiglia è stato fondamentale per superare il momento più difficile. Simons ha raccontato di aver vissuto giorni di grande sofferenza emotiva: "Piangevo. Il giorno dopo mia madre è venuta a casa mia. Eravamo seduti a tavola e continuavo a pensare che stavo perdendo la cosa più importante: aiutare il mio club nella lotta per salvarsi. Lei mi ha detto: ‘Xavi, fermati. È successo, non puoi più cambiare nulla. Devi accettarlo e andare avanti. Nella vita le cose accadono per una ragione’".

Anche il post-operatorio è stato un periodo durissimo: "I primi quattro giorni sono stati i peggiori della mia vita. Non riuscivo a dormire, non ho mangiato nulla per una settimana. Avevo dolori terribili, vomitavo, avevo giramenti di testa. Non auguro a nessuno di provare una cosa del genere". Ora il peggio sembra essere alle spalle, ma il ritorno in campo è ancora lontano. Simons, però, ha cambiato prospettiva: "Ho 23 anni e non ero mai stato fermo per un infortunio. Il mio corpo si chiedeva cosa stesse succedendo, perché proprio ora. Da quel momento la mia mentalità è cambiata".

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