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L'avvocato Grassani: "Caso Malagò? Si è verificato già in altre situazioni"

L'avvocato Grassani: "Caso Malagò? Si è verificato già in altre situazioni" TUTTOmercatoWEB
Daniele Petroselli
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Daniele Petroselli
Oggi alle 14:29Serie A
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Il Procuratore generale dello Sport Sergio Taucer ha inviato una relazione al procuratore della Figc, Giuseppe Chinè, e per conoscenza al presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, in cui respinge la richiesta di archiviazione presentata dal capo della Procura federale per l'indagine sul mancato tesseramento del presidente Giovanni Malagò. A parlarne alla radio di Tuttomercatoweb.com è stato l'avvocato Mattia Grassani: "Ritengo che sia prematuro parlare di terremoto, rivoluzione o azzeramento dei vertici federali perché quello che è accaduto rappresenta una dinamica abbastanza ricorrente e cioè una Procura Generale dello Sport presso i CONI che non è allineata all'attività d'indagine compiuta dalla Procura Federale del singolo ente, della singola federazione. In questo caso qui c'è la distonia, la Procura Federale FIGC ha ritenuto di richiedere la richiesta di archiviazione per eventuali violazioni disciplinarie da parte del presidente Malagò in fase di presentazione della propria candidatura e la Procura Generale dello Sport presso i CONI ha per la seconda volta espresso parere contrario a questa archiviazione chiedendo ulteriori approfondimenti. Quindi non siamo di fronte né ad una decisione, una sentenza o una dichiarazione di ineleggibilità-incandidabilità ma siamo semplicemente di fronte a due impostazioni di indagine tra la Procura Federale FIGC e la Procura Generale del CONI differenti rispetto alle quali adesso la palla ritorna al Procuratore Federale Chinè rispetto alle sollecitazioni e richieste di approfondimenti formulate dal Procuratore Generale dello Sport Ugo Taucer, con in aggiunta la trasmissione degli medesimi atti anche alla Giunta Nazionale del CONI per le valutazioni politiche di competenza".

E ha aggiunto: "il mio punto di vista è che essere in regola con il tesseramento è una previsione che si riferisce ai candidati che al momento della presentazione della propria candidatura fossero tesserati ma non preclude, come già accaduto in passato ad illustri precedenti presidenti federali che si sono candidati e sono stati eletti e che hanno svolto interamente il proprio mandato elettivo senza essere stati tesserati al momento della candidatura. Per cui la previsione 'essere in regola con il tesseramento' significa che se tra i soggetti candidati vi sono anche dirigenti di società o iscritti nei vari ruoli federali e quindi hanno una posizione di tesseramento aperta questi non possono essere né inibiti o squalificati al momento della presentazione della candidatura né possono non essere in regola con il versamento delle quote di iscrizione associative di tesseramento ma non preclude dal mio punto di vista la candidabilità. E quindi la presentazione di una potenziale figura da poter essere poi eletta presidente federale per chi è un cittadino della Repubblica Italiana ma non tesserato per la FIGC. Questo è lo scenario attuale e a spingersi oltre parlando di conclusioni o verdetti già emessi o in corso di adozione per me è assolutamente prematuro".

L'avvocato poi ha specificato: "Ci sono statuti che parlano espressamente, come quello della federazione italiana pallacanestro se vogliamo fare nomi e cognomi, in cui il candidato presidente deve essere tesserato, ma lo dicono esplicitamente questi statuti. Altri statuti che parlano semplicemente di essere in regola con il tesseramento e tante altre federazioni. La stessa FIGC sotto la presidenza di Giancarlo Abete. Alla fine degli anni 2010 fino al 2014, quando l'Italia venne eliminata dai Mondiali del Brasile, ci sono stati vari presidenti federali della FIGC ma anche di tantissime delle 50 federazioni del CONI che per previsione statutaria assolutamente identica a quella vigente in FIGC si sono potuti candidare e hanno svolto liberamente e legittimamente il loro mandato. Se il caso di Malagò si fosse verificato attualmente nella Federazione pallacanestro, la risposta che io avrei dato è che Malagò da non tesserato non era candidabile e se eletto sarebbe stato ovviamente da considerare decaduto in quanto non rispettoso delle previsioni, nel caso della Federcalcio la norma statutaria dice altro e quindi non impone una condizione obbligatoria cioè essere tesserati ma essere in regola con il tesseramento. L'interpretazione a mio avviso più orientata arriva a questa conclusione, qualora uno fosse tesserato ma non esclude dalla possibilità di candidarsi anche chi non è tesserato, questo è caduto ciclicamente nel corso dei mandati federali e dei quadrienni olimpici quando si sono dovute rinnovare le cariche. Lo stesso Giancarlo Abete ma anche presidenti federali candidati e non eletti sono stati comunque ammessi alla candidatura anche in assenza di un tesseramento".

Infine sulle conseguenze del caso, l'avvocato Grassani ha detto: "E' ovvio che adesso dobbiamo attendere un'ulteriore presa di posizione da parte della Procura Federale e l'ulteriore risposta della Procura Generale. Certo è che la trasmissione degli atti da parte del Procuratore Generale Ugo Taucer al CONI e alla Giunta nazionale certamente apre anche un fronte politico e quindi dovremo attendere la prossima riunione, che credo si tenga il 15 di settembre, su che tipo di orientamento e approccio la Giunta nazionale del CONI adotterà nei confronti di questa trasmissione degli atti".

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