Dipende tutto da noi. L'Italdonne a Ferrara per fare la storia: in palio il secondo Mondiale di fila
Dipende tutto da noi. Oggi a Ferrara, ore 18:30 diretta su Rai Sport, contro la Romania l'Italia può chiudere in testa il proprio girone e qualificarsi direttamente al prossimo Mondiale evitando così le forche caudine degli spareggi. Dieci mesi fa, in trasferta, fu un 5-0 che però non deve far pensare alle azzurre che sarà tutto facile. Le assenze infatti sono tante e pesanti - Gama, Linari, Bonansea, Cernoia e Bergamaschi – anche se la ct Bertolini in questi anni ha saputo costruire un gruppo ampio, anche a causa del Covid che spesso ci ha falcidiato nelle qualificazioni, che può far fronte a ogni evenienza. E domani dovrà dimostrarlo ancora una volta in una piazza, come quella emiliana, che evoca ottimi ricordi per quella sfida contro il Belgio che mise un bel mattone nella corsa allo scorso Mondiale.
Un successo domani, che farebbe seguito al facile 8-0 in Moldova, darebbe anche un'iniezione di fiducia dopo un Europeo al di sotto delle attese e che ha generato più di una critica attorno sia alla ct sia alla squadra. Critiche talvolta giuste e centrate e altre volte, come ancora troppo spesso accade, ingenerose e fuori tema. Coronare il sogno di una seconda qualificazione Mondiale di fila, cosa mai successa in passato neanche all'epoca d'oro di Morace, Guarino e Panico, sarebbe il modo migliore per mettersi alle spalle la delusione del torneo continentale, dimostrare che non è tutto da buttare e che questa squadra, questa generazione d'atlete, ha ancora qualcosa da dire nel panorama internazionale e soprattutto celebrare quel professionismo che ha appena mosso i suoi primi passi e necessita di essere accompagnato anche dalle vittorie della Nazionale. Qualificarsi vorrebbe poi dire poter programmare la stagione che porterà all'evento facendo esperimenti e testando le nuove leve che il campionato proporrà in maniera più semplice, senza l'assillo di doversi giocare tutto agli spareggi, e permettere così la crescita di coloro che dopo il 2023 probabilmente saranno chiamate a sostituire questa generazione, delle nate fra metà degli anni '80 e l'inizio del '90, che tanto ha regalato al nostro movimento, in campo e fuori.
Andare in Australia e Nuova Zelanda la prossima estate inoltre sarebbe un sospiro di sollievo anche per tutto il calcio italiano che si trova a dover fare i conti con un Mondiale alle porte, quello maschile in Qatar, che vedrà per la seconda volta di fila l'Italia assente ai nastri di partenza. Anche in questo caso un fatto storico, ahinoi al negativo però.






