Da erede di Lloris a eroe di coppa, fino a sacrificabile: Vicario-Juve, come è andata al Tottenham
Tre anni dopo, Guglielmo Vicario torna in Serie A. Dopo essere stato corteggiato a inizio estate dall’Inter, il vice di Gianluigi Donnarumma in Nazionale diventerà il nuovo estremo difensore della Juventus. A Torino, Vicario ritroverà Luciano Spalletti, che da ct lo ha già allenato in azzurro e a cui è accomunato, seppure in periodi molto diversi, dalla comune militanza a Empoli. Si chiude così un ciclo di tre stagioni in Premier League, con tante vite: al Tottenham, infatti, Vicario è stato più cose, nel bene e nel male.
L’erede di Lloris
Si torna alla partenza: nel 2023 Vicario viene da due ottime stagioni in Serie A con la maglia dell’Empoli, su di lui c’è proprio l’Inter, ma la spunta il Tottenham. Affare da 20 milioni di euro, con un compito non proprio semplice: prendere il posto di Hugo Lloris, per oltre dieci anni il baluardo in porta degli Spurs. La partenza è ottima: nella prima stagione l’italiano è titolare fisso, chiude con 38 presenze su 38 in Premier League, diventa uno dei leader dello spogliatoio e il Tottenham di Ange Postecoglou torna in Europa, chiudendo al quinto posto in campionato.
Il trionfo e gli infortuni
Più alti e bassi nella seconda stagione, un po’ per tutti. Il Tottenham, che non troverà mai continuità, chiuderà al 17esimo posto in Premier, ma vincerà l’Europa League. Vicario è protagonista in tutto: a novembre si frattura la caviglia in casa del Manchester City. Gioca sul dolore, poi si ferma e si opera. Torna a febbraio e non riesce a risollevare il campionato dei suoi, ma è decisivo in Europa: chiude la finale salvando all’ultimo la porta sul colpo di testa di Luke Shaw e garantendo agli Spurs il trionfo. È il portiere dell’anno, per la seconda competizione UEFA.
Non più titolare
La terza stagione inglese è la prosecuzione della precedente, con tutte le sue difficoltà. A conti fatti, Vicario torna a essere più centrale - chiuderà in campionato con 31 presenze contro le 24 dell’annata 2024/2025 -, ed è anche protagonista in Champions League. Anche quando Igor Tudor gli preferisce Antonin Kinsky, salvo dover correre ai ripari dopo appena 17 minuti per le due papere del ceco con l’Atletico Madrid. Da aprile, complice l’operazione per risolvere un’ernia inguinale (che lo tiene fuori anche dai playoff Mondiali con la Nazionale), saluta il posto e non lo ritrova al suo rientro: Roberto De Zerbi sceglie ancora Kinsky, per Vicario si aprono le porte della cessione.






