Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche

Mondiale Femminile -1 al via. Il Girone G: che sfida dietro la Svezia. Italia a caccia del riscatto

Mondiale Femminile -1 al via. Il Girone G: che sfida dietro la Svezia. Italia a caccia del riscatto TUTTOmercatoWEB
Tommaso Maschio
autore
Tommaso Maschio
mercoledì 19 luglio 2023, 16:34Calcio femminile

Domani alle ore 9:00 in Italia prenderà il via il Mondiale Femminile del 2023. Una competizione che per la prima volta vedrà 32 squadre al via con ben sette debuttanti assolute – Haiti, Marocco, Panama, Portogallo, Irlanda, Vietnam e Zambia – e altrettante sempre presenti – Stati Uniti, Germania, Norvegia, Svezia, Brasile, Giappone e Nigeria – e che per la prima volta viene ospitato da due paesi diversi: Australia e Nuova Zelanda che apriranno le danze nella prima giornata.

Conosciamo meglio le squadre al via girone per girone:

GRUPPO G

Svezia- Una delle grandi del panorama mondiale anche se nella sua bacheca,dove figurano tre terzi posti e un secondo posto, manca l’alloro iridato. Per molte delle calciatrici in rosa questa potrebbe essere l’ultima occasione per salire sulla vetta del mondo e c’è tutta l’intenzione di arrivare almeno a giocarsi la finalissima dopo il terzo posto di quattro anni fa. Rosa ampia, di valore ed esperta. Le basi per fare bene ci sono tutte anche se non è una delle favoritissime della vigilia.

Il Modulo - Il ct Gerhardsson punta su un 4-3-3 che può diventare un 4-2-3-1 in corso d’opera visto che molto spesso la milanista Asllani in nazionale occupa una posizione in mezzo al calcio affiancata da Angeldahl e Rubensson. Davanti Blackstenius è il riferimento centrale con Jakobsson, Rolfo – che torna nel tridente offensivo dopo aver giocato tutto l’anno come terzina – Rytting Kaneryd e Hurtig che si alternano sulle esterne. In difesa grande esperienza con Sembrant-Eriksson centrali davanti a Musovic.

Formazione tipo - (4-3-3): Musovic; Bjorn, Sembrant, Eriksson, Andersson; Angeldahl, Asllani, Rubensson; Jakobsson, Blackstenius, Rolfo

La Stella - Ovviamente non si può non citare Caroline Seger, primatista mondiale con 232 presenze in Nazionale, ma la stella delle scandinave è Kosovare Asllani. La milanista classe ‘89 è reduce da una stagione positiva, ma non esaltante in Italia e vuole trascinare la sua Svezia più in alto possibile. Dopo quattro terzi posti (due ai Mondiali, due all’Europeo) e due argenti olimpici Asllani vuole mettersi la corona d’alloro in testa.

La Rivelazione - Difficile trovare una giovane in rampa di lancio in una squadra molto esperta e dall’età media piuttosto alta. Il nome che risalta su tutte è quello della classe 2002 Hanna Bennison che vanta già 30 presenze con la maglia gialloblù con cui ha esordito nel 2020 dopo il Mondiale chiuso al terzo posto. Centrale di qualità e quantità che due anni fa è stata nominata come il miglior talento femminile al mondo conquistando poi la chiamata dell’Everton in Inghilterra.

Italia- Al secondo Mondiale consecutivo, cosa mai accaduta prima d’ora, per togliersi di dosso la delusione dell’Europeo e riaccendere l’entusiasmo come quattro anni fa in Francia. Ripetersi sarà difficile, migliorarsi forse è ancora impossibile (vorrebbe dire entrare fra le prime quattro), ma la voglia di stupire c’è. Delle Ragazze Mondiali solo in 10 sono ancora nel gruppo azzurro, con qualche esclusa eccellente come Gama, con il difficile processo di rinnovamento che vede molte nate a cavallo del nuovo millennio trovare sempre più spazio e alcune giovanissime pronte a vivere la loro prima esperienza importante. L’obiettivo base è passare il girone, poi si vedrà.

Il Modulo - La ct Bertolini sembra aver accantonato momentaneamente la difesa a tre, anche per l’assenza di una calciatrice come Rosucci, e dovrebbe riproporre la linea a quattro con due centrali forti fisicamente come Linari e Salvai. In porta Durante sembra favorita su Giuliani, mentre le fasce saranno presidiate da Bartoli e Boattin. In mezzo al campo a guidare le operazioni ci sarà Giugliano con Caruso e Greggi, favorita sulla giovanissima Dragoni, mezzali. Dubbi in avanti dove Giacinti sembra favorita per il ruolo di centravanti, mentre Bonansea è una certezza con Glionna e Serturini sulla corsia opposta. E poi c’è Girelli che potrebbe giocare più arretrata per innescare le punte in un 4-2-3-1 molto offensivo.

Formazione tipo - (4-3-3): Durante; Bartoli, Linari, Salvai, Boattin; Greggi, Giugliano, Caruso; Bonansea, Giacinti, Serturini.

La Stella - I suoi gol contro l’Australia sono rimasti nell’immaginario collettivo e ora Barbara Bonansea ha voglia di aggiungerne di nuovi all’album dei ricordi. L’attaccante, che ha scelto al 8 per l’amica Rosucci, è pronta a trascinare le azzurre con la sua classe e velocità. L’Italia dai suoi piedi si attende gol e assist per andare avanti nel torneo.

La Rivelazione - Se Greggi e Caruso sono già veterane in Nazionale e nei rispettivi club nonostante la giovane età, la vera novità della formazione azzurra potrebbe essere Giulia Dragoni. La classe 2006, con una sola presenza in Serie A, è salita alla ribalta prima per il trasferimento al Barcellona e poi per questa convocazione che ha fatto il giro del mondo. Talento cristallino su cui la ct crede moltissimo. E chissà se per lei ci sarà l’esordio al Mondiale per lei.

Sudafrica I precedenti al Mondiale non sono esaltanti con una sola partecipazione quattro anni fa e l’eliminazione ai gironi. Un’esperienza che però ha fatto crescere tanto la formazione africana che lo scorso anno per la prima volta ha vinto il titolo continentale interrompendo una tradizione che la vedeva eterna seconda (ben cinque secondi posti e due terze piazze). La difesa è stata registrata, con un solo gol subito in tre gare a eliminazione diretta in Coppa d’Africa, segno di una ritrovata solidità. In Oceania cercherà di mettere i bastoni fra le ruote a Italia e Argentina per la seconda piazza.

Il Modulo - Il gioco delle Banyana Banyana si basa su una difesa solida comandata da Matlou e la ricerca della velocità sulle due corsie laterali per innescare la centravanti Kgatlana. Lei insieme all’esterna Seoposenwe sono le due armi principali della squadra di coach Ellis. A completare il reparto offensivo ci sono la fantasista Motlhalo e Magaia. A centrocampo una giocatrice che l’Italia conosce bene come Refiloe Jane, ora al Sassuolo, a dare ordine con l’emergente Holweni che potrebbe affiancarla. In difesa il perno come detto è l’esperta, classe ‘87, Matlou che avrà in Mbane la compagna centrale.

Formazione tipo - (4-2-3-1): Swart; Magama, Mbane, Matlou, Gamede; Jane, Holweni; Seoposenwe, Motlhalo, Magaia; Kgatlana.

La Stella - Una lunga carriera all’estero fra Cina (Beijing Phoenix), Europa (Eibar e Atletico Madrid) e USA (Houston Dash e ora Racing Louisville) per la giocatrice più rappresentativa della squadra africana. Si tratta di Thembi Kgatlana, classe ‘96, attaccante centrale di mestiere. Arrivata in Nazionale appena maggiorenne nel 2014 la calciatrice ha accompagnato la crescita del Sudafrica fino a trascinarla prima al Mondiale, dove è diventata la prima marcatrice nella storia del suo paese, e poi al titolo di campione continentale. Veloce e tecnica, sarà una spina nel fianco soprattutto contro difese più fisiche e statiche.

La Rivelazione - Nonostante non sia più giovanissima Hildah Magaia è poco conosciuta al grande pubblico a causa di una carriera che l’ha vista transitare brevemente in Europa – con il Moron in Svezia – prima di volare in Corea del Sud. La classe ‘94 però è stata l’eroina della finale di Coppa d’Africa con la doppietta decisiva. Veloce di gambe e fluida nei movimenti la calciatrice può segnare in ogni modo e occupare più ruoli in attacco. Una buon mondiale potrebbe aprirle prospettive nuove a dispetto dell’età.

Argentina - Alla sua quarta avventura in un Mondiale la squadra sudamericana ha un compito difficile da raggiungere: passare finalmente la fase a gironi. La albiceleste infatti si è sempre arresa alla fase a gironi non riuscendo mai a imitare i colleghi uomini. Anche in Copa America i fasti sono lontani nel tempo, con una sola affermazione nel 2006, e poi due quarti e due terzi posti. Lotterà con le azzurre e il Sudafrica per spuntarla, ma non sarà affatto facile.

Il Modulo - Il cambio di marcia è arrivato con la nomina di Portanova come ct. Allenatore pragmatico ha messo in riga tutte le giocatrici, ricomponendo anche delle fratture, mettendo sul piatto idee chiare e la voglia di giocare a viso aperto contro tutte. Un ruolo chiave lo rivestirà ovviamente la capitana Banini, figura chiave dell’Argentina, che comporrà il reparto offensivo con Larroquete e Rodriguez. A centrocampo l’inventiva passerà fra i piedi di Ippolito con Benitez e Bonsegundo a completare il reparto, mentre in difesa saranno Cometti e Maryoga le due centrali, con Braun e Stabile terzine.

Formazione tipo - (4-3-3): Correa; Braun, Maryoga, Cometti, Stabile; Bonsegundo, Benitez, Ippolito; Rodriguez, Larroquete, Banini.

La Stella - Tornata in Nazionale dopo due anni di ritiro a causa di dissidi con il precedente ct Estefania Banini è senza dubbio la leader e trascinatrice del gruppo. Non solo per i suoi 12 gol in 48 presenze e un’esperienza internazionale solidissima grazie alle avventure negli Stati Uniti e in Spagna, dove da due stagioni veste la maglia dell’Atletico Madrid. Più regista offensiva che risolutrice con i suoi assist ha portato l’Argentina al Mondiale. Il suo ultimo, in cui proverà a stupire ancora la propria patria e portare la squadra dove non è mai arrivata.

La Rivelazione - Le sue ultime stagioni non sono state brillanti, anche a causa di infortuni che l’hanno condizionata, ma Dalila Ippolito ha dalla sua la classe e la freschezza dei suoi vent’anni. Numero 10 sulle spalle portato con disinvoltura, e sappiamo quanto pesi in Argentina quel numero, e qualità per legare il gioco e lanciare le compagne. Il Mondiale può essere il trampolino di lancio dopo una stagione amara con la maglia del Parma.

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile