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Messi all’Inter? Possibile. Intanto il padre prende casa a Milano. La Juve sempre peggio, Sarri ha il braccino dello scudetto. Ora la Champions bianconera è un incubo. Milan, Ibra e Donnarumma rinnovano insieme

Messi all’Inter? Possibile. Intanto il padre prende casa a Milano. La Juve sempre peggio, Sarri ha il braccino dello scudetto. Ora la Champions bianconera è un incubo. Milan, Ibra e Donnarumma rinnovano insiemeTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
venerdì 24 luglio 2020 13:11Editoriale
di Enzo Bucchioni

E’ la seconda volta nel giro di pochi mesi che si torna a parlare di Messi all’Inter e allora vien quasi
voglia di crederci. La prima volta, mesi fa, furono i giornali spagnoli a ipotizzare che in virtù di una clausola rescissoria sul contratto, Messi stesse (allora) per andare all’Inter. Poi questa opzione che aveva una scadenza in febbraio, non è stata sfruttata nei tempi giusti e la Pulce è rimasta in Spagna. Tutto finito prima di cominciare? Macchè.
Ieri sera il rilancio è arrivato da una fonte autorevole e solitamente bene informata come Filippo Grassia durante la trasmissione Zona Cesarini di Maurizio Ruggeri su RadioRai. E allora le orecchie tornano ritte e le possibilità concrete. In sostanza, il padre di Messi che cura tutti gli affari del figlio e gli fa da manager, ha preso casa e residenza a Milano. Arriverà fra poche settimane, nel mese di agosto, e pianterà le tende nel quartiere glamour della città. Cosa lo spinge? Facilitazioni fiscali in atto per le sue aziende e per i capitali? Ricerca di una nuova piazza economica e finanziaria? Potrebbe anche essere, ma potrebbe anche essere che dietro ci sia l’idea di cominciare a lavorare per il clamoroso trasferimento all’Inter nella prossima estate. Come è noto, il contratto di Messi scadrà il trenta giugno del 2021 e tutti i tentativi fatti dal Barcellona per il rinnovo fino ad oggi sono andati a vuoto. Un caso anche questo? Sappiamo che non è facile chiudere accordi di questo tipo con un giocatore che, fra l’altro, guadagna più di trenta milioni netti l’anno, ma la trattativa non è mai decollata. E Messi non perde occasione per criticare e pungolare la sua squadra che ha appena perso la Liga e non se la sta passando benissimo. E’ la fine di un ciclo? Probabile. Anche il padre di Messi, fra l’altro, non ha un buon rapporto con il Barca e con la Spagna in senso lato per le note vicende fiscali. La storia con il Barcellona di Leo Messi potrebbe davvero essere arrivata al capolinea e chi meglio del signor Zhang con il marchio Suning, chi meglio dell’Inter potrebbe offrire un rilancio per il fine carriera? L’anno prossimo Messi avrà 34 anni, ma come non ha spaventato la Juventus l’età di Ronaldo, non spaventa l’Inter quella di Messi. Questi campioni possono giocare al massimo anche a 38-39 anni e Ibrahimovic lo sta dimostrando. Fra l’altro Messi troverebbe quel Lautaro che oggi ritiene essere la sua spalla ideale e fino a mesi fa ha fatto di tutto per portarlo al Barca. L’operazione, se si farà, dovrebbe essere costruita attraverso sponsorizzazioni di alto livello nel mercato cinese con il brand calcistico Inter e il brand finanziario Suning in una accoppiata di grande potenza. Le prime reazioni sono state ovviamente di sorpresa. Marotta ha fatto filtrare che una roba del genere non è nei piani dell’Inter, ma quando certe notizie girano c’è sempre un fondo di verità. Qualcuno fa notare che proprio Marotta è andato in rotta di collisione con la Juventus per la sua contrarietà all’operazione Ronaldo, ma la storia è diversa. La Juventus stava vincendo da anni e nell’ottica di Marotta invece di investire sul fine carriera di un campione sarebbe stato meglio spendere per giovani talenti. L’Inter no, l’Inter ha bisogno di tornare grande in fretta. Deve bruciare le tappe e alzare il fatturato. Con Messi si spende, ovvio, ma si entra in un giro dal quale oggi l’Inter è esclusa. Ora non resta che aspettare come e se questa vicenda evolverà, ma chi ama il calcio non può non essere eccitato dall’idea di rivedere in serie A il derby personale fra Messi e Ronaldo che infiamma il calcio da più di dieci anni.
A proposito di Ronaldo, che serataccia. Non ha vinto lo scudetto e Immobile lo ha scavalcato nella classifica cannonieri. Juve, che succede? Questa domanda ormai siamo costretti a farla di frequente senza avere risposte plausibili, né in campo né fuori. Va sempre peggio. Mai e poi mai, però, ci saremmo aspettati che a una società e a una squadra come la Juventus venisse il braccino davanti alla possibilità di vincere lo scudetto ieri sera, con tre giornate d’anticipo. Il popolo del Web ironizza, Sarri ha perso un altro scudetto in albergo, ma questo non succederà. Ai bianconeri bastano tre punti in tre partite (le prossime sono Samp e Cagliari), la pratica sarà risolta, ma il problema è un altro. Che squadra è questa Juve? Nè sarriana, né allegriana. Non si capisce più che calcio stia giocando e come lo stia giocando. Una difesa che prende 38 gol in 35 partite deve far pensare. Nove punti in meno rispetto all’anno scorso sono tanta roba. Il nono scudetto arriverà, ma rischia di essere ricordato come il peggiore del ciclo o quello vinto per manifesta inferiorità degli avversari. E’ evidente che il progetto Sarri sia fallito, del gioco neppure l’ombra, scarseggiano anche i risultati perché questa squadra avrebbe vinto lo scudetto anche senza un allenatore in panchina. E allora? Il problema rischia di diventare la Champions. Mancano due settimane alla sfida decisiva con il Lione, c’è una sconfitta dell’andata da rimediare, questa squadra ha la forza per ritrovarsi? Ieri sera è stata inguardabile, non si gioca come fosse un allenamento quando devi vincere lo scudetto. Paratici ha confermato Sarri, ma è un atto dovuto. Se la Juve finirà fuori con il Lione o malamente nel turno successivo, l’anno prossimo in panchina ci sarà un altro allenatore.
Come sappiamo, invece, sulla panchina del Milan ci sarà ancora Pioli. Siamo felici per lui, conferma meritatissima, ma società sempre più ondivaga e debole. Gazidis cambia opinione pericolosamente e si fa condizionare da troppe cose: non si fa calcio così. E se dietro questa decisione, dietro lo stop, ci fosse la trattativa con Arnault alla stretta finale e quindi nessuna necessità di un nuovo ciclo tedesco e di una ennesima rifondazione? Di sicuro si continua a lavorare nonostante le smentite. Ma con Pioli resterà anche Ibrahimovic? Metterei la mano sul fuoco anche senza essere Muzio Scevola. La coppia funziona e l’ha dimostrato. E poi il Milan oltre a Ibra deve rinnovare anche Donnarumma. Come sapete entrambi sono rappresentati da Mino Raiola e secondo voi un procuratore così, si fa sfuggire l’occasione di varare un doppio colpo strettamente collegato?

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