Prezzo, valore, rinnovi e parametri zero
Il giochino dei valori che crescono durante il mondiale (o durante la loro carriera) è un giochino interessante. Chi è il “most valuable”? La lotta oggi fra Mbappé e Haaland, divisi da poche decine di milioni di euro. Chi è il primo? Basta cambiare piattaforma (Transfermarkt o FootballBenchmark, tanto per citare le due più adottate) che cambia la classifica. Cambiano anche le variazioni, cambia gli spostamenti. Fondamentalmente perché cambiano i criteri, i punti di partenza. Insomma è tutto indicativo. Verrebbe da dire aleatorio. Questo solo per dire che i valori di mercato li può decidere solo il mercato stesso.
A noi piace parlarne, chi li fa li fa con dei fondamenti il più possibile “scientifici”, ma poi devi sempre trovare non solo quello disposto a cedere, ma quello disposto a cedere quel giocatore a quella cifra. Insomma le variabili sono molte, quasi impossibile metterle tutte insieme e riuscire a razionalizzarne. Età, contratto, ruolo, campionato e squadra di appartenenza. Per non parlare del rendimento ovvio. Oppure del momento/necessità di vendere di una società. Per questione di conti e di bilanci. O per volontà di un giocatore.
Sembra banale e scontato dirlo, ma il prezzo lo fa il mercato. E il mercato cambia, cambia spesso. Come le valutazioni dei giocatori, dopo i tornei importanti come il Mondiale. Ora per esempio il mercato è cambiato di nuovo. Dopo la pandemia soprattutto. Ci sono delle abitudini che sono cambiate. Su tutti le scadenze di contratto e quello che comporta. Perdere giocatori a zero o essere costretti a vendere quando non si vorrebbe.
Sono lontane, lontanissime le grandi battaglie che a volte sfociavano in mobbing di giocatori mandati ad allenarsi da soli se non si firmava il rinnovo.
Ora è tutto più normale e naturale. Noi abbiamo in testa i grandi rinnovi (mancati o meno) e sembra - soprattutto quando la firma non arriva - che le danze che lo conducano ancora i giocatori. Succede in realtà solo per i big, solo per quelli che fanno la differenza, i top. Gli altri rischiano. Non certo di rimanere senza squadra, ci mancherebbe pure. Ma rischiano di non far parte più del progetto, rischiano di prendere di meno, non solo delle proprie aspettative ma dell’attuale salario. Il famoso coltello non è più degli agenti, ma ce l’hanno anche le società.
Credo che esemplificativo sia il caso dell’Inter che ha 9 giocatori in scadenza (più due prestiti da definire per il 2023). E’ ovvio che l’attenzione sia tutta per Skriniar, che ancora non rinnova, che nonostante la buona offerta dell’Inter non si riesce a sbloccare la situazione, che l’inserimento grandi squadre può chiaramente può far pendere la bilancia da altre parti. Perché ci sono soldi, tanti, di mezzo. Perché ci sono ambizioni personali. Perché non c’è stato il giusto timing nel rinnovare il contratto. Ora se Skriniar dovesse lasciare l’Inter a zero, per la società nerazzurra sarebbe certamente un problema. Intanto perché uno forte come Skriniar difficilmente si trova in giro. Secondo: perché se ne può fare anche a meno di uno come lui, ma in cambio di tante (decine di) milioni di euro. Questo ora è sempre meno probabile che succeda, più passano i giorni e più il pessimismo sale, è naturale. Ma finché ci sarà spazio, l’Inter ci proverà, statene sicuri.
Per uno Skriniar che però conduce le sue di danze ci sono altri che in qualche modo le subiscono: a partire da De Vrij, Gagliardini, Dzeko, Darmian, D’Ambrosio, Dalbert, Handanovic e Cordaz. L’Inter i suoi piani naturalmente non li rende noti, perché cambiano, ma siamo certi che non tutti il prossimo anno saranno in nerazzurro. Qualcuno sta parlando di rinnovo (De Vrij, Darmian e D’Ambrosio su tutti) per qualcun’altro aumenta la concorrenza (vedi Rossi e Sommer, per il ruolo di portiere).
L’Inter ha la necessità di vendere e lo sappiamo, ma giocando sulle scadenze contratto può avere la possibilità di abbassare il monte ingaggi e di ringiovanire la squadra, senza dover essere troppo drastica. E se dovesse succedere di quelli che oggi sono qui in questa lista in tanti sono da anni in nerazzurro: chi avrebbe tradito qui, in questo caso?
E diventa anche un discorso di strategia. Perché già da adesso bisogna che le società si diano da fare per poter mettere a punto proprio questo tipo di tracce, magari cercando di avere anche due o tre piste da poter correre in maniera tempestiva anche ai “ripari”. Senza necessariamente parlare di Piano A e Piano B. E poi attenzione: provate a guardare quanti “parametri zero” ci sono in giro per il mondo. E nella situazione dell’Inter, più o meno ci sono in tanti. Se non ora la prossima stagione (pensate al Milan alle prese con i rinnovi pesanti di Leao e Bennacer, tanto per dirne due, o con Giroud e Ibra in scadenza 2023).
E la provocazione allora è questa: se Messi è a scadenza, se CR7 è libero, se Mbappé è come se lo fosse stato e forse lo diventerà di nuovo, oggi che significato ha il prezzo del cartellino? Torniamo al discorso iniziale… quanto vale oggi il cartellino di Messi? O quello di Skriniar?






