A centimetri dalla gloria: Braschi è un appuntamento rimandato
A millimetri dal sogno, con la porta che trema e l’Olimpico che trattiene il respiro. L’esordio in Serie A di Riccardo Braschi ha avuto il suono secco di un palo e il peso specifico delle notti che restano. Lo racconta La Nazione. A Roma, nella sua seconda presenza tra i professionisti dopo i 10’ con il Rakow, il centravanti della Primavera ha lasciato subito tracce di sé: un legno che sa di gol rimandato e una sequenza di giocate di personalità: «A un passo da un qualcosa di magico.
È tutto rimandato…» ha scritto il 2006 sui suoi social, accompagnando le immagini di una notte che per la punta può segnare un inizio. Una seconda vita che affonda le sue radici lontano: Riccardo aveva solo tre anni quando scoprì la Viola accanto al bisnonno Cecco, mentre poi è stato con il nonno Gabriele che ha imparato a guardare la Fiorentina di Prandelli. Dalla Sestese al vivaio viola a 8 anni, passando per una raffica di infortuni a 15 anni. Il palo dell’Olimpico è stato solo una tappa: il resto, promette Braschi, è rimandato.






