Perché Vanoli dovrebbe restare? Ecco gli 'argomenti' che il tecnico porterà alla dirigenza
Nel 2019, un mese prima che i Commisso comprassero la società, la Fiorentina si giocava la salvezza in casa contro il Genoa (sulla panchina rossoblù c’era Prandelli). Bastava un misero punticino per far evitare la B a entrambe e infatti finì con il più salomonico degli 0-0 tra i sonori fischi del Franchi, ormai impaziente di salutare la vecchia proprietà e tornare a sognare. Esattamente 7 anni dopo, lo scenario è identico: una salvezza da conquistare, il Genoa di fronte e il punto da prendere per scacciare le ultime nuvole di un’annata fallimentare. È il diabolico gioco dell’oca in viola, che frustra una città che non gioisce da una vita e che aumenta le responsabilità di chi deve segnare la strada da percorrere per tornare finalmente in alto. Scelto Paratici in inverno, il prossimo passo sarà per forza di cose l’allenatore. Comincia così il pezzo del Corriere Fiorentino che inquadra presente e futuro viola.
Perché Vanoli dovrebbe restare? «Per me parlano i fatti», ha detto lo stesso Vanoli nella sua arringa difensiva. L’ex terzino che nel 2001 segnò in quella finale di Coppa Italia che regalò l’ultimo trofeo della storia viola, ha preso la squadra ultima in classifica con 4 punti dopo 10 partite. Lo spogliatoio in subbuglio, il morale a terra, la piazza in fermento. In più, Pradé se n’era andato e Commisso era costretto negli Usa per motivi di salute. Un quadro fosco nel quale il suo pragmatismo ha pian piano fatto breccia: la sua Fiorentina ora di punti ne ha 37 per una media, col nuovo mister, di 1,48 a partita. Non una cavalcata, ma un trend che avrebbe potuto portare la squadra a chiudere l’anno con 56 punti, tra l’ottavo e il nono posto.
Il gioco e la crescita. Parisi, Fagioli e Ndour. Loro tre, prima di ogni altro, hanno mostrato progressi con Vanoli in panchina. E i motivi sono noti a tutti: Fagioli, in difficoltà a inizio stagione, è diventato punto di riferimento, Parisi, col passaggio al 4-3-3 si è ritagliato uno spazio impensabile e Ndour, pur ancora troppo timido, ha comunque segnato 6 gol. Basta tutto questo per la conferma? Forse no. Anche perché il casting continua: tra Grosso (anche Maresca), Iraola, Farioli e altri, fa pensare che si sia scelto di cambiare. Vanoli però spera ancora, anche perché i Commisso da sempre premiano chi dimostra attaccamento e serietà. Ancora un punto in classifica e sapremo.






