Botta e risposta Abete-Malagò: sono d'accordo su una cosa. Abodi sceglie gli amici
La sera dell’Athora Game On - All Stars Night, dedicata al calcio femminile, diventa occasione per un botta e risposta tra Giancarlo Abete e Giovanni Malagò, sfidanti per la presidenza della Federcalcio il prossimo 22 giugno. Il primo, con tono diplomatico, risponde a chi gli chiede dei programmi: “Il suo è più ecumenico, nel senso corretto del termine, perché parla a tutte le componenti. Il mio è più tranchant, ma non è certo un suo difetto, dato che Malagò viene dall’esterno e io ho un’esperienza federale”. Segue l’ex presidente del Coni: “Il mio programma più ecumenico? La mia vita dice il contrario”.
I due, che hanno presentato la scorsa settimana candidature e programmi, concordano almeno su una cosa: non si fa il nome del commissario tecnico. “Per il momento c’è Baldini, poi chi sarà presidente federale farà le sue valutazioni. Non voglio danneggiare nessuno, anche perché ritengo che intrattenga questi rapporti chi ne è incaricato dalla Figc - dice Abete -. Certo, quando mi dimisi nel 2014 non avrei mai immaginato che saremmo arrivati ad avere il 2030 come orizzonte per il Mondiale successivo”.
Gli dà ragione nella sostanza lo sfidante Malagò:” Io penso che solamente un irresponsabile oggi potrebbe anticipare qualcosa, bisogna avere un riscontro elettivo e capire le disponibilità. Su una cosa non ho dubbi: laddove dovessi avere questo onere e onore, dovrebbe essere qualcuno che abbracci un percorso su cui ognuno deve mettersi in gioco. Non si può approcciare con le normali valutazioni che può fare un allenatore rispetto al mercato dei club”.
Si sbilancia invece il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, presente allo stesso evento: “Auguri al mio fraterno amico Abete e al mio comunque diversamente amico Malagò. Nella vita bisogna imparare a rispettarsi, come nello sport”.











