Corazza l'uomo del destino, l'Ascoli riapre il campionato e si porta a -2 dall'Arezzo
A quattro giornate dal termine, il Girone B di Serie C si è completamente riaperto: l’Arezzo resta in testa con 70 punti, ma l’Ascoli è ormai a un passo, a quota 68, dopo una rimonta che fino a poche settimane fa sembrava difficilmente immaginabile. I marchigiani di Tomei hanno cambiato marcia con una continuità impressionante, infilando dodici risultati utili consecutivi - undici vittorie e un pareggio - che hanno ribaltato le gerarchie, scavalcando anche un Ravenna che pareva il principale rivale degli amaranto. Al contrario, l’Arezzo ha rallentato proprio nel momento decisivo, raccogliendo solo due vittorie nelle ultime sei gare: un calo certificato dalla sconfitta nello scontro diretto, che ha riacceso definitivamente la corsa alla promozione.
SIMONE CORAZZA, L'UOMO DEL DESTINO
Nel momento chiave della stagione, a prendersi la scena è stato Simone Corazza, diventato uomo simbolo della rincorsa ascolana. Nonostante un’annata complicata, fatta di pochi minuti - appena 155 in sette presenze - l’attaccante classe ’91 ha inciso come pochi altri: prima il gol nel derby con la Sambenedettese, poi il rigore decisivo contro l’Arezzo, trasformato con freddezza nel recupero. Due episodi, due reti pesantissime che valgono punti e speranze, ma soprattutto la consapevolezza che anche chi trova meno spazio può risultare decisivo.
LE PAROLE DI MISTER TOMEI
"È stata una bella partita tra due squadre forti, si sono scontrate ad armi pari. Queste gare qui sono equilibrate e caratterizzate dagli episodi, noi siamo stati bravi a restare in partita cercando di dominare il gioco e dettare i ritmi pur rischiando qualcosa nelle ripartenze. Faccio i complimenti alla squadra, sono sulla strada giusta per diventare maturi. Cerchiamo sempre di portare al massimo sia la prestazione che il risultato, è un nostro modo di fare e di pensare. In questo momenti i ragazzi sono molto focalizzati su consapevolezza e mentalità che stanno crescendo. I campionato sono particolari, soprattutto nel girone di ritorno, bisogna essere concentrati sul presente. Ogni partita è una finale, ormai è così da venti partite e sarà così fino alla fine”.











