"A chi non ha mai smesso di crederci": il messaggio dell'Union Brescia dopo la mancata Serie B
Una mancata promozione in Serie B, perché ieri l'Union Brescia si è dovuto arrendere alla stra potenza dell'Ascoli, che nella finalissima playoff ha centrato il salto di categoria: dopo l'1-1 della sfida di andata, la formazione marchigiana si è imposta 3-0 sulla compagine lombarda, che dovrà ora leccarsi le ferite. Con la consapevolezza, però, di aver messo già una buona base di partenza per il futuro, come viene di fatto precisato in un comunicato diffuso nella notta dal club del presidente Giuseppe Pasini:
“Sarà il Brescia dei bresciani”, disse il presidente Giuseppe Pasini durante la conferenza stampa di presentazione di Union Brescia, lo scorso 17 luglio in Palazzo Loggia.
Parole accolte da occhi lucidi e applausi, nel momento in cui prendeva forma un nuovo percorso. Un percorso nato dalla volontà di ricostruire, di rialzarsi, di restituire a questa città una squadra in cui riconoscersi. Con i valori che appartengono da sempre a questa terra: lavoro, serietà, sacrificio e perseveranza.
Oggi gli occhi lucidi tornano. Ma per motivi diversi.
Perché il calcio sa regalare gioie immense, ma sa anche lasciare ferite profonde. E quella di oggi fa male. Fa male a chi è sceso in campo, a chi ha lavorato ogni giorno dietro le quinte, a chi ha creduto in questo progetto dal primo istante e a chi, partita dopo partita, si è riavvicinato a questi colori fino a sentirli di nuovo propri.
La promozione non è arrivata. Il sogno è sfumato a un passo dal traguardo.
Ma sarebbe ingiusto e riduttivo misurare questi mesi soltanto attraverso il risultato finale.
Perché questa stagione ha raccontato molto di più. Ha raccontato una squadra che ha saputo rialzarsi nelle difficoltà, un gruppo che ha costruito la propria identità giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento. Ha raccontato le storie di migliaia di persone che hanno scelto di esserci, sotto il sole delle amichevoli estive e sotto il diluvio della finale d’andata dei Playoff, dimostrando cosa significhi davvero appartenere a una comunità.
Ha raccontato una città che si è ritrovata.
La Serie B dovrà ancora attendere. Ma Brescia ha ritrovato qualcosa di altrettanto importante: la propria unità, il proprio orgoglio, la consapevolezza di poter guardare avanti insieme.
Questo percorso appartiene a tutti. Ai calciatori, allo staff tecnico, ai 75 soci che per primi hanno scelto di sostenere il progetto Union Brescia, al Consiglio di Amministrazione, alle aziende partner, alle istituzioni, alle famiglie della città e della provincia e, soprattutto, ai tifosi.
A chi non ha mai smesso di crederci.
La delusione di oggi non cancella quanto costruito. Al contrario, ne rafforza il valore.
Perché le sconfitte possono fermare un cammino, ma non un progetto. Possono rimandare un traguardo, ma non spegnere un sogno.
Da domani si riparte.
Con lo stesso spirito che ha accompagnato ogni passo di questa stagione. Con l’orgoglio di rappresentare Brescia. Con la consapevolezza che il futuro si conquista.
Insieme.
Grazie a chi c’è stato e continuerà ad esserci. Perché questo è e continuerà ad essere il Brescia dei bresciani".






