Fatturato record, rosso pesante ma in calo. Stadio, sponsor, Joao Mario: Inter, tutto sul bilancio
Il fatturato è da record: 439,6 milioni di euro. "Superato il precedente del 2019", ricorda l'ad Alessandro Antonello. Le perdite scendono, il passivo quest'anno si ferma a 140 milioni di euro. Che non sono pochi, ma sono sempre 105 in meno rispetto all'annata precedente. I trofei sono tre, rivendicati anche con un certo orgoglio. Forse persino eccessivo, se il termine usato fa anche solo un vago riferimento al triplete. In casa Inter, la giornata appena conclusa è stata quella in cui l'assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio d'esercizio 2022/2023, i dati principali sono quelli lì sopra.
Zhang non vende. Bilancio a parte, le dichiarazioni più significative sono quelle del presidente. Ha negato ancora una volta che la società sia in vendita, ha smentito che l'Inter abbia sottoscritto contratti con advisor. Indiscutibile: nel caso, li avrebbe firmati Suning e le agenzie sono tuttora convinte che sia andata così. Tra i dati più significativi resi noti dalla società meneghina, le cifre esatte relative alle cessioni di Lukaku e Hakimi, così come gli introiti da stadio e da diritti TV, in crescita.
DigitalBits non paga, lo Sporting chiede 30 milioni. Tra i temi, quello dello sponsor: Antonello ha chiarito i contorni della questione Digitalbits, che per ora rimarrà sulle maglie. Una vicenda da chiudere, amichevolmente come garantito agli azionisti in assemblea, o un po' meno come spiegato ai cronisti in conferenza. A proposito di gatte da pelare: lo Sporting ha chiesto 30 milioni di euro come risarcimento per il passaggio - da svincolato - di Joao Mario al Benfica. Da viale della Liberazione filtra tranquillità, ma pure l'intenzione di non farsi trovare impreparati. Così come sullo stadio, altra questione tutta da risolvere.






