Primo storico punto al Mondiale, ma al Canada l'1-1 contro la Bosnia sta molto stretto
Il Canada inaugura il proprio Mondiale davanti al pubblico di Toronto con un pareggio che lascia sensazioni contrastanti. L'1-1 contro la Bosnia-Erzegovina consegna ai padroni di casa il primo punto della loro storia in una Coppa del Mondo, ma al tempo stesso genera qualche rimpianto per un'occasione sfumata, soprattutto dopo una ripresa giocata quasi interamente nella metà campo avversaria.
La serata era iniziata nel segno dello spettacolo. L'esibizione di Michael Bublé, il violino di Aleksandar Gajic per l'inno bosniaco e la voce di Alanis Morissette per quello canadese avevano creato un'atmosfera da grande evento, degna di una nazione che sogna di ritagliarsi un ruolo da protagonista nel torneo. Sul campo, però, il copione iniziale è stato molto diverso.
La Bosnia di Sergej Barbarez, senza Edin Dzeko, ha mostrato subito maggiore personalità. Organizzata, aggressiva e pericolosa soprattutto sulle palle inattive, ha trovato il vantaggio con Jovo Lukic, premiando una partenza più convinta e concreta. Emblematica la prestazione di Sead Kolasinac: assist per l'1-0, salvataggio sulla linea e leadership assoluta fino all'uscita forzata nel finale. Il difensore dell'Atalanta è stato il vero uomo-partita della selezione balcanica.
Dall'altra parte, invece, il volto della delusione è stato Jonathan David. L'attaccante della Juventus aveva l'occasione di diventare il simbolo del debutto mondiale canadese, ma ha fallito una clamorosa opportunità sullo 0-0 e non è mai riuscito a incidere. Qualche rincorsa difensiva, tanta buona volontà, ma troppo poco per il giocatore più atteso. La sua sostituzione al 61' è stata quasi inevitabile. Paradossalmente, proprio l'uscita di David ha cambiato il Canada. Jesse Marsch ha avuto il coraggio di rivoluzionare l'attacco e la sua scelta è stata premiata. L'altro David, Promise, ha dato profondità e freschezza, mentre il pareggio di un altro subentrato, Cyle Larin, ha certificato una superiorità territoriale diventata quasi schiacciante nella seconda parte di gara.
Alla fine il risultato sorride probabilmente più alla Bosnia che al Canada. I balcanici hanno confermato organizzazione e spirito di sacrificio, ma hanno anche mostrato limiti evidenti quando si è trattato di gestire il possesso. I canadesi, invece, escono con la consapevolezza di poter competere, ma anche con una certezza: per sognare davvero servirà molto di più dai propri uomini simbolo. Perché nei Mondiali le occasioni sprecate pesano, e Jonathan David lo ha scoperto nel modo più amaro possibile.






