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Bastoni (e non Bonucci) è il leader difensivo in questa Italia che si sta ricostruendo

Bastoni (e non Bonucci) è il leader difensivo in questa Italia che si sta ricostruendo TUTTOmercatoWEB
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Raimondo De Magistris
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Raimondo De Magistris
mercoledì 8 giugno 2022, 08:00Il corsivo

Dopo la Finalissima e il ritiro dalla Nazionale di Giorgio Chiellini si è parlato molto dell'eredità che l'ex Capitano ha lasciato in dote a Leonardo Bonucci. Trentacinque anni, il nuovo Capitano dell'Italia prima della sfida contro l'Argentina ha anche parlato del suo nuovo ruolo e di ciò che, adesso, dovrà fare e trasmettere ai compagni. Peccato però che Bonucci, da quando ha ereditato la fascia, in campo non sia più entrato. Si è accomodato in tribuna contro la Germania, in panchina contro l'Ungheria e insieme a Belotti, dopo la sfida di ieri sera, ha lasciato il gruppo azzurro. Nessuna motivazione diversa dalla stanchezza: i due avrebbero potuto farlo già dopo la Finalissima come tanti altri compagni spremuti da due stagioni no stop, ma hanno preferito aspettare la terza delle cinque gare in programma, l'ultima in casa.

Le ultime due sono state però stagioni molto lunghe anche per Alessandro Bastoni. Anche lui c'era nell'ultimo Europeo, seppur in campo solo contro il Galles, ma prima e dopo ha disputato con la maglia dell'Inter 85 partite, oltre a quelle in azzurro da settembre in poi. Questo per dire che Bastoni, al pari di altri big che hanno lasciato la Nazionale, avrebbe ragioni più che credibili per salutare e invece le ultime due sfide - quelle del nuovo ciclo azzurro - l'hanno visto titolare e anche protagonista in positivo. E' tra quelli a cui Mancini non ha rinunciato dal primo minuto tre giorni dopo la sfida di Bologna e a Cesena, contro l'Ungheria, il difensore classe '99 ha fornito un'ottima prestazione. Da leader di un'Italia che si sta ricostruendo dopo le macerie di Palermo, un'Italia di transizione che sperimenta ma non conosce ancora quale sarà il risultato finale, quello definitivo.
Pochi dubbi su Bastoni, che sarà tra le nuove certezze. Si sente importante, vuole delle responsabilità: "A furia di essere giovanissimo e giovanissimo, ho 23 anni. Cerco di dare una mano come posso. Cerco di trasmettere quello che mi hanno trasmesso agli esordienti", ha dichiarato nel post Italia-Ungheria. Parole da colonna della Nazionale che verrà, frasi di chi non vuole sgravarsi del peso della leadership anche se a quell'età (in Italia) potrebbe ancora. Soprattutto, una manna dal cielo per il ct Mancini che in una fase di profonda ricostruzione ha tanto entusiasmo ma poche certezze.

Fonte Dal nostro inviato a Cesena
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