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Nel campionato delle occasioni perse, la Lazio di Sarri è l'incompiuta più difficile da decifrare

Nel campionato delle occasioni perse, la Lazio di Sarri è l'incompiuta più difficile da decifrare TUTTOmercatoWEB
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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
domenica 17 aprile 2022, 18:30Il corsivo

Guardi in testa e vedi tre squadre che più volte hanno rischiato di non vincere lo scudetto per paura. Di vincerlo. In fondo, nessuna scappa davvero e la quota salvezza sarà sicuramente sotto i famosi quaranta punti. Al quarto posto c'è la Juventus, che tanto ha fatto per rimettersi in corsa e ora altrettanto sta facendo per regalarsi un finale coi brividi. I bianconeri hanno hanno alle calcagna la Roma e la Fiorentina, potenzialmente a -3 e -4 vista la gara da recuperare. Non la Lazio, che col pari contro il Torino ha mancato l'occasione di darsi uno sprint in vista di una volata finale tutta da costruire.

Grandi ambizioni e poi? Il campionato delle grandi occasioni arriva dopo una serie di scelte ambiziose. La Juve ha richiamato Massimiliano Allegri, la Roma ha pescato il jolly José Mourinho. In questo quadro, non ha sfigurato - anzi - la scelta di Lotito di puntare su Maurizio Sarri. Viceversa, trattandosi dell'allenatore più recentemente "scudettato" tra quelli in corsa, il tecnico toscano è parso sin da subito una mossa per alzare l'asticella. Simone Inzaghi seduce e abbandona? Perfetto, puntiamo il meglio che c'è su piazza. Uno che correva per vincere la Champions. E al quale ci si aspetta venga costruita una rosa all'altezza. Nì. Tra colpi funzionali e altri meno, il mercato di gennaio ha poi svelato una profonda frattura tra quel che Sarri si aspettava dalla Lazio e quel che quest'ultima era in grado di garantirgli. Morale della favola: lo scialbo settimo posto di oggi, pericolante visto che l'Atalanta ha cinque punti e due gare in meno. Fotografia di un campionato nel quale una squadra che gioca a volte molto bene e a volte decisamente male non si è ancora capito cosa sia. E soprattutto cosa voglia essere.

Il futuro è ancora un rebus. Del mercato si è detto, restano le frizioni tra Sarri e Tare. Irrisolte, o magari no, dall'ultimo summit. Tra il rinnovo ventilato e la sessione invernale c'è il grande gelo calato fra i due. Il direttore sportivo è dato come possibile/probabile partente, con Pasquale Foggia come primo candidato a prenderne il posto. Nomi a parte, c'è da capire quali siano le basi per guardare con ottimismo alla prossima stagione. Vivacchiare con Sarri, uno che ispira grandezza nei suoi propositi di gioco, è un controsenso. La squadra oggi gli assomiglia a fasi alterne. Domani, con l'estate a fare da spartiacque, dovrà farlo di più. Altrimenti, nella Serie A delle occasioni perse e delle grandi ambizioni non andate a segno, anche se ci sarà chi avrà fatto peggio e speso di più, la Lazio di Sarri rischia di rimanere la più grande incompiuta.

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