Se non è questo un fallimento... Ad oggi l'Allegri-bis non regge il confronto con Sarri e Pirlo
E' comprensibile la rabbia. L'adrenalina post-gara per una eliminazione che nemmeno Allegri, probabilmente, aveva messo in programma. Perché la Juve stava bene, perché la gara col Villarreal non poteva arrivare nel momento migliore. Però è difficile etichettare in modo diverso la stagione della Juventus se non come fallimentare e lo sa anche Allegri, anche se ieri ha attaccato chi gliel'ha fatto notare. La corsa Scudetto con tre squadre davanti a nove giornate dalla fine resta oggi una chimera, la Coppa Italia l'unica ancora di salvataggio per evitare di concludere per la prima volta - dopo 12 anni - una stagione senza trofei. La Champions è svanita ancora una volta agli ottavi, ancora una volta contro un'avversaria di livello inferiore.
I numeri - Ad oggi, l'Allegri-bis condivide con Sarri e Pirlo solo l'eliminazione agli ottavi di Champions. Poi i dati sono tutti a favore dei suoi predecessori. Quest'anno la Juventus in 29 giornate ha conquistato 56 punti. Con Pirlo, un anno fa, era a quota 59 e aveva già vinto la Supercoppa Italiana, quest'anno persa a favore dell'Inter. La squadra di Pirlo, seppur al fotofinish, arrivò tra le prime quattro (lo stesso obiettivo che oggi si pone la Juve di Allegri) e vinse la Coppa Italia. Chiuse quindi con due Coppe e un quarto posto: per Allegri oggi ipotesi già non più reale.
Ancor più clamoroso il confronto con Sarri. Quella Juventus nelle prime 29 giornate conquistò 72 punti, 16 in più di quell'attuale. Rallentò poi nel finale, ma lo Scudetto con Sarri non fu mai in discussione. Non arrivarono Coppe, ma il cammino in campionato fu di un tenore completamente diverso rispetto a quello attuale. Lo Scudetto a Sarri non bastò per la conferma, così come a Pirlo non sono bastate le due Coppe. Ad Allegri basterà il quarto posto, perché il suo ritorno - contratto alla mano - è stata scelta più convinta e dispendiosa rispetto alle precedenti.
E adesso? Bonucci sui social ha lanciato un appello: raccogliamo tutto ciò che resta. Ma la società inevitabilmente inizierà a programmare col futuro: sempre con Allegri, chissà quanto per necessità e quanto per volontà. Sarà così in virtù di un contratto troppo importante per essere messo oggi in discussione. Le basi per ripartire ci sono: checché ne dica l'allenatore, questa Juventus è una squadra costruita per lottare per lo Scudetto in Italia e andare oltre gli ottavi in Champions, soprattutto se agli ottavi ti ritrovi di fronte il Villarreal. La prospettiva sul mercato è chiara: resta il rebus legato al rinnovo di Dybala, ma in generale spazio ai giovani forti, se possibile fortissimi come Vlahovic. Restano più dubbi invece sul progetto tecnico: da Allegri ci si aspettava molto, molto di più. E se fin qui la Juve non ha fatto vedere nulla di interessante sul piano tattico - perché il risultato è l'unica cosa che conta - non si può poi estrarre dal cilindro la 'buona prestazione' dopo essere uscito dalla Champions perdendo 3-0.






