Spalletti lo ha capito. Questo Napoli deve capire se essere carne o essere pesce
La gioia per un successo straripante nei contenuti più ancora che nel risultato è durata poco. Il tempo di un sorriso ai tifosi, qualche pacca sulla schiena negli spogliatoi e poi via in conferenza stampa a far sembrare tutto normale. O a volerlo far credere. Certamente Luciano Spalletti in cuor suo sarà entusiasta della prestazione dei suoi, ma mediaticamente ha scelto un’altra strada. “Siamo il Napoli e i giocatori capiscano che devono giocare da Napoli sempre, non solo col Liverpool”, è la sintesi parafrasata del suo pensiero nelle ore del post 4-1. Come a dire bravi sì, ma a che serve se poi perdi la prossima con i Rangers? O se non vinci con lo Spezia in campionato? Insomma d’accordo i complimenti ma l’allenatore azzurro ha voluto gettare acqua sul fuoco e tenere i piedi per terra. I suoi e quelli dei suoi.
A ben guardare la comunicazione di Spalletti ha fatto centro nelle ultime settimane, chissà che pure questa non sia una strategia per stanare i suoi giocatori. L’ambiente ha esaltato gli spiriti e per definizione partite come quella contro il Liverpool “si preparano da sole”. Per questo Spalletti ha provato a far sembrare tutto normale, anche se di normale evidentemente c’è ben poco nel successo così largo di una squadra per gran parte rinnovata e che non ha più le certezze dei propri senatori. Mertens era in tribuna, Insigne dall’altra parte del mondo, Koulibaly ad aspettare il suo nuovo allenatore. Ma il Napoli è andato oltre e probabilmete è già più avanti rispetto a quanto si aspettasse anche lo stesso allenatore. Ora però viene il difficile, da qui la scelta comunicativa. Dove vuole andare il Napoli? E cosa vuole essere da grande? Il tecnico va avanti step by step che più non si può, se è vero che pensa solo “a preparare ogni singola sessione di allenamento senza pensare al futuro”. Ma qualche domanda se la sarà posta, lui come i giocatori. Perché il buongiorno si vede dal mattino e quella del Napoli è un’alba luccicante. Resta da capire se lo sarà abbastanza da illuminare quel cammino che chissà, può portare a sogni Scudetto o ambizioni europee maggiori rispetto agli ultimi anni. Oppure lasciare la squadra nella terra di mezzo in un’annata da molti considerata come di transizione. La risposta non sarà immediata, ma il Napoli dovrà certamente scoprire le carte quanto prima.






