Una vittoria, un pareggio, due sconfitte e zero bomber: in Europa ci mancano gli attaccanti
L'unico sorriso vero è quello dell'Atalanta, che pure si è dovuta aggrappare alla doppietta di un difensore per battere l'Olympiacos. Storia pazzesca, quella di Berat Djimsiti: quattro anni fa l'ultimo degli arrivati, rimasto soltanto per l'infortunio all'ultimo minuto di Varnier. Oggi quest'ultimo gioca al Como e l'albanese è il salvatore della Dea in Europa. Sorride e più che altro sospira di sollievo il Napoli, che con Zielinski ha messo paura al Barcellona ma poi ha giocato 45 minuti senza respirare. Sconfitte diverse, ma pur sempre sconfitte, sono infine arrivate per Inter e Lazio, ognuna con i suoi crucci: i nerazzurri a testa alta non andranno lontano; i biancocelesti hanno giocato alla pari con una squadra da Champions, ma alla fine se perdi perdi e il resto scompare.
Zaccagni l'unico attaccante a segno? Tirando un po' per i capelli la definizione. Se l'Inter resta a secco, i biancocelesti un gol lo fanno e porta la firma dell'ex Verona. Che nasce centrocampista, ma nel 4-3-3 di Sarri fa l'esterno offensivo: consideriamolo nel novero, se non altro, per amor di patria. Perché, più di tutti, a questo giro sono proprio gli attaccanti a mancarci. I grandi attaccanti. Chi non c'era come Immobile o Zapata. Chi c'era ma non si è visto come Dzeko o Lautaro. Chi c'era ma non al meglio (Osimhen) o ha dovuto alzare bandiera bianca (Muriel). È anche questione di fortuna, per carità, però su quattro partite europee, con un bilancio così così, il freddo numero ci racconta che nessun attaccante "puro" della Serie A ha riempito la rete avversaria. E, viceversa, che sei gol sui sei incassati dalle nostre formazioni portano la firma di un attaccante "vero". Magari non un centravanti - in più di un caso però sì - ma in ogni caso un attaccante.
Del ritmo e di altre questioni. Si discute molto, in Italia, di ritmo. Quello europeo è più alto e serrato. Di tempo effettivo. Fuori da casa nostra si gioca di più, anche se poi i cronometri non confermano questa impressione. Un'altra domanda s'ha da porsi. Quanti grandi attaccanti ha la Serie A in questo momento a livello internazionale? Pochi. Uno - Dusan Vlahovic - in divenire: la settimana prossima esordirà in Champions e averlo è la grande speranza della Juve. Qualche grande - per esempio il troppo discusso Immobile - ma nessun grandissimo. Nessuno, per capirsi, a oggi entrerebbe in una ipotetica top ten europea. Più che del ritmo, ci si deve (pre)occupare della materia prima.






