Giallo Embolo: è ancora in Svizzera, bloccato dall'ambasciata USA per un caso del 2018
Imprevisto burocratico che mina le tempistiche di preparazione di un giocatore della Nazionale svizzera, in partenza per gli Stati Uniti. Ieri mattina Breel Embolo, attaccante in forza al Rennes, si è dovuto recare d'urgenza all'ambasciata statunitense a Berna per presentare una domanda di visto cartaceo, dopo che la sua autorizzazione di viaggio elettronica (ESTA) era stata improvvisamente congelata a pochissime ore dal volo. La Federcalcio elvetica è subito scesa in campo per gestire l'emergenza e l'ambasciata ha comunicato ufficialmente che la richiesta del calciatore sarà trattata con assoluta priorità. Ora tutti restano in trepidante attesa del via libera formale, necessario affinché il 29enne possa imbarcarsi su un volo per gli USA.
Ma perché questo ritardo? Il blocco improvviso, secondo quanto riferito da RSI, è legato a un supplemento di indagine delle autorità americane sui trascorsi legali del calciatore. Infatti è stato domandato ad Embolo di presentare i documenti giudiziari relativi a una sentenza conclusa la scorsa primavera, inerente a una minaccia verbale pronunciata da Embolo nel lontano 2018. In pratica i funzionari dell'ambasciata hanno voluto accertare se l'episodio avesse comportato l'uso di violenza fisica da parte del calciatore, ma in verità non vi è stato alcun tipo di aggressione o contatto fisico.
Una vicenda che ha dell'incredibile dato che tutte le richieste ESTA della delegazione svizzera erano state inizialmente segnalate come "approvate" il giorno stesso della partenza. Soltanto due ore e mezza prima del decollo definitivo dell'aereo del gruppo del ct Yakin, la Federazione ha ricevuto la notifica che revocava il via libera automatico per Embolo. Da qui la volontà di chiudere rapidamente il caso, ma il giocatore è ancora in attesa.











