La preoccupazione dell'ONU: "Politiche migratorie USA incidono sui diritti umani"
A poco più di 24 ore dall’inizio del Mondiale 2026, cresce la preoccupazione internazionale per gli effetti della politica migratoria statunitense sull’organizzazione del torneo. A intervenire è stato Volker Türk, che da Ginevra ha invitato Washington a una profonda riflessione sulle modalità con cui vengono applicate le norme d’ingresso nel Paese.
"Mi auguro che vi sia una revisione sostanziale del modo in cui le politiche migratorie incidono sui diritti umani e sulla dignità delle persone", ha dichiarato il responsabile delle Nazioni Unite, sottolineando come, in vista della Coppa del Mondo, sia necessario ripensare procedure che stanno generando tensioni e polemiche. Al centro delle critiche vi sono diversi episodi che hanno coinvolto arbitri, giocatori, dirigenti e tifosi. Il caso più eclatante riguarda l’arbitro somalo Omar Artan, fermato all’arrivo a Miami e successivamente escluso dal torneo. In un’intervista al New York Times, il direttore di gara ha raccontato come "il più grande sogno della sua vita" sia stato infranto. La Somalia ha difeso la regolarità della sua documentazione, mentre il Dipartimento di Stato americano ha sostenuto che l’arbitro sarebbe stato collegato a persone sospettate di avere legami con organizzazioni terroristiche.
Problemi burocratici hanno interessato anche la nazionale dell’Iraq. Secondo il Guardian, l’attaccante Aymen Hussein è stato trattenuto per quasi sette ore all’aeroporto di Chicago, mentre al fotografo ufficiale della squadra è stato negato l’ingresso nonostante fosse in possesso di un visto valido. Situazione complicata anche per l’Iran: sebbene giocatori e staff tecnico abbiano ottenuto i visti necessari per partecipare alla competizione, diversi accompagnatori sono stati esclusi, tra cui il presidente federale Mehdi Taj. La federazione iraniana ha inoltre denunciato la revoca della quota di biglietti riservata ai propri sostenitori.
Anche la Svizzera ha vissuto momenti di apprensione: l’attaccante Breel Embolo, inizialmente bloccato per questioni amministrative legate a una precedente condanna giudiziaria, ha infine ottenuto il visto e raggiungerà il gruppo nei prossimi giorni. Nel frattempo la FIFA cerca di mantenersi fuori dalla controversia, ribadendo di non avere alcuna competenza nelle procedure di immigrazione adottate dal Paese ospitante. Con l’avvio del torneo ormai imminente, il tema rischia di trasformarsi in uno dei principali argomenti di questo Mondiale.






