Unai Simon: "Devo ancora realizzare. I miei guanti? Non hanno dovuto lavorare molto"
Unai Simon, portiere della Spagna campione del Mondo, ha parlato dopo la sfida contro l'Argentina. "Sto ancora cercando di realizzare il tutto. Ehm... non ho provato alcuna emozione particolare quando è finita, quando l'arbitro ha fischiato la fine. È stato semplicemente: ce l'abbiamo fatta, abbiamo raggiunto l'obiettivo. Credo che, man mano che le nostre famiglie scendevano in campo e ci raccontavano cosa hanno vissuto loro, abbiamo iniziato a capire meglio. Sono certo che, una volta arrivati in Spagna, ci renderemo conto della follia che abbiamo compiuto oggi".
Sull'essere Campione del Mondo
"Parto dalla seconda domanda. No, no, come ho detto, non ho ancora... non ho ancora realizzato del tutto. Non l'ho ancora metabolizzato; credo che col passare dei giorni e del tempo, alla fine, la cosa diventerà concreta, come accade per tutti i trionfi: penso che il tempo aiuti a dare la giusta prospettiva a ciò che si è ottenuto. Ebbene, sto ancora assimilando e metabolizzando il tutto. Riguardo alla prima questione, credo che l'Argentina – l'avversario che avevamo di fronte – con il suo pressing efficace, avrebbe puntato sui lanci lunghi. Per noi era fondamentale vincere i duelli sulle seconde palle, in modo da impedire loro di servire Leo e permettere invece a lui di impostare il gioco. Il primo tempo è stato un po' bloccato, condizionato dalla paura di sbagliare. Alla fine, un errore contro una nazionale come l'Argentina ti punisce; credo quindi che avessimo un po' timore di commettere sbagli, il che ha reso il nostro gioco poco fluido. Ma d'altronde è una finale, e nelle finali non si ha quella scioltezza. Tuttavia, a poco a poco abbiamo trovato il ritmo nel secondo tempo: credo che, dopo il 70° minuto, abbiamo dominato completamente la partita".
"Il messaggio è semplicemente quello di godersela appieno. Abbiamo dovuto aspettare 16 anni per riuscire a ottenere qualcosa di simile a quanto realizzato dalla generazione del 2010. Voglio che se la godano, che apprezzino quanto sia difficile e che sappiano che abbiamo sempre sentito il loro sostegno. A volte, in certe situazioni, si avverte la pressione pensando: 'Cavolo, quante persone fanno il tifo per noi'. Ma credo che noi 26 presenti qui oggi... beh, in questo... in questo Mondiale, abbiamo percepito costantemente il loro supporto e voglio ringraziarli. Ringraziarli e far sì che si godano il momento proprio come noi, perché sono parte integrante della vittoria che abbiamo conquistato".
"Questi guanti hanno vissuto solo la finale. In fin dei conti, se tutti i guanti che ho usato in questo Mondiale potessero parlare... beh, direbbero che non hanno dovuto lavorare molto rispetto a quelli di altri portieri, ma mi hanno aiutato a mantenere la porta inviolata in sei o sette occasioni, se non sbaglio. Credo che, in questo senso, ci siano numeri difficili da eguagliare in futuro. E non mi prendo il merito da solo: il merito va a tutti i miei compagni che hanno reso possibile questo record di imbattibilità, il fatto di aver subito un solo gol. Sono quindi molto orgoglioso e grato a tutti i miei compagni per aver saputo mantenere quel livello difensivo".
Sull'egemonia della Spagna
"Sì, anche se poi ce ne dimentichiamo e sembra che non contino: con Luis abbiamo ottenuto un secondo posto alle Olimpiadi, un altro secondo posto in Nations League... un altro ancora raggiunto con Luis Enrique, se non erro, sempre in Nations League. Credo che abbiamo giocato molte finali." Credo che in ogni torneo l'obiettivo sia proprio questo: arrivare in finale e, in quella partita, esprimere la versione migliore di sé. E penso — anzi, ne sono certo — che a livello sportivo non ci sia nulla di paragonabile alla vittoria di un Mondiale. Non si può paragonare agli Europei, che pure hanno una valenza storica, né alla Nations League, che è un torneo spettacolare; ma vincere un Mondiale è qualcosa di unico. Come ho detto, abbiamo dovuto aspettare 16 anni. Spero che ne bastino quattro per conquistare un'altra stella. Per il momento, però, credo che dobbiamo goderci il successo e renderci conto di ciò che abbiamo appena realizzato".






